Variare la dieta allunga la vita, ma non basta per combattere l’obesità

Una dieta variata, rispetto a un’alimentazione basata solo su pochi tipi di alimenti, comporta dei vantaggi misurabili in termini di aspettativa di vita in buona salute. Variare la dieta, però, non basta a migliorare le condizioni di salute delle persone in sovrappeso. Sono le indicazioni, contraddittorie solo in apparenza, che arrivano da due studi da poco pubblicati.

I vantaggi della dieta variata

L’associazione tra maggiore varietà di alimenti disponibili e una più lunga aspettativa di vita in buona salute emerge con chiarezza da una ricerca giapponese, che ha confrontato le abitudini alimentari più diffuse in ben 189 paesi del mondo nel periodo 1961-2013.

I ricercatori della Nagoya University of Arts and Science di Aichi (Giappone) hanno utilizzato il database dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite, dividendo gli alimenti consumati nei diversi paesi in 12 categorie relativamente omogenee (patate, vegetali, legumi, semi, frutta, latte e derivati, cereali, carne, pesce, uova, grassi, zuccheri e dolci). La varietà della dieta è stata valutata con uno specifico indice quantitativo. Questo parametro è stato poi confrontato con l’aspettativa di vita e l’aspettativa di vita in buona salute (HALE, healthy life expectancy).

Il risultati dello studio, pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition, mostrano che nei paesi dove vi è la disponibilità di una maggiore varietà di alimenti l’aspettativa di vita in buona salute è più lunga, anche considerando i diversi fattori socio-economici che possono influenzare questo dato.

Secondo gli autori dello studio tra i maggiori vantaggi di una dieta variata c’è l’assunzione della giusta quantità di vitamine, sali minerali e altre sostanze importanti per il buon funzionamento dei diversi organi e apparati, mentre le diete basate su pochi alimenti tendono ad aumentare il carico glicemico e a far salire la quota di carboidrati, che va oltre quella raccomandata del 50-55% del totale.

Attenzione: non basta variare per mangiare sano

L’invito a variare la propria alimentazione, tuttavia, non è di per sé sufficiente a migliorare lo stato di salute, soprattutto per i pazienti obesi e in sovrappeso. Lo sottolinea un Advisory scientifico dell’American Heart Association, l’associazione dei cardiologi americani, che è stato pubblicato sulla rivista Circulation.

I cardiologi hanno esaminato una serie di studi osservazionali notando che la varietà dei cibi consumati non corrisponde necessariamente alla ricchezza dei nutrienti. Spesso infatti l’apporto nutrizionale viene solo da pochi cibi. Inoltre, una maggiore diversità alimentare può essere associata a modelli alimentari non ottimali, con quote più elevate di alimenti trasformati, come cereali raffinati e bevande zuccherate e con un’introito insufficiente di alimenti come pesce, frutta e verdure. Quindi anche una dieta varia può causare sovrappeso e obesità.

Per questo i cardiologi concludono che: “poiché ci sono dati insufficienti per fornire raccomandazioni su aspetti specifici della diversità alimentare è opportuno promuovere un modello alimentare sano, che enfatizzi l’assunzione adeguata di alimenti vegetali, fonti proteiche, latticini a basso contenuto di grassi, oli vegetali e limiti il consumo di dolci, bevande zuccherate e carni rosse.”

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