Diete, sono più efficaci se costruite sul cronotipo

L’importanza della prima colazione per la corretta distribuzione delle calorie nell’arco della giornata è una delle più comuni raccomandazioni per chi vuole perdere peso. Di recente, uno studio americano, ha mostrato che facendo fare colazione a soggetti obesi o sovrappeso che tendevano a saltarla non si avevano particolari vantaggi, in termini di riduzione del peso.

Nei numerosi commenti a questo studio si è detto, tra l’altro, che il funzionamento del metabolismo nell’arco della giornata non è uguale per tutti e alcune persone sembrano programmate per assumere cibo prima e altre più tardi.

Arriva ora il primo studio che ha provato a verificare se un regime dietetico che tenga conto del cronotipo individuale possa risultare più efficace. Per cronotipo si intende la propensione ad essere più attivi nella prima o nella seconda parte della giornata (la nota distinzione tra “allodole” e “gufi”).

Lo studio ha arruolato una coorte di 209 soggetti sovrappeso o obesi di età compresa tra 18 e 65 anni. I soggetti sono stati suddivisi in tre gruppi. Il cronotipo mattiniero, ossia con tendenza ad essere più attivo nelle prime ore della giornata, il cronotipo serale e infine il gruppo di controllo.

Ai tre gruppi sono stati proposti regimi dietetici controllati con l’obiettivo di perdere 0,5-1 kg a settimana. La distribuzione delle calorie nell’arco della giornata era differenziata secondo il cronotipo. Il gruppo dei mattinieri assumeva il 30% delle calorie a colazione, il 10% nello spuntino del mattino, il 35% a pranzo, il 5% a merenda e il 20% a cena. Mentre il cronotipo serale assumeva il 20% delle calorie a colazione, il 5% nello spuntino, il 35% a pranzo, il 10% a merenda e il 30% da cena.

Infine il gruppo di controllo aveva una distribuzione più bilanciata dell’apporto calorico (20% prima colazione, 10% a metà mattina, 35% a pranzo, il 10% a merenda e il 25% a cena).

Dopo 12 settimane si è visto che i gruppi con dieta adattata al cronotipo hanno avuto risultati migliori rispetto al gruppo di controllo, in termini di riduzione del peso, BMI e misura del girovita. Non si sono però riscontrate diversità nei parametri clinici.

Gli autori concludono che: “Questo studio randomizzato ha dimostrato per la prima volta che nei soggetti sovrappeso o obesi, una dieta corretta per il cronotipo è più efficace del tradizionale trattamento dietetico ipocalorico, almeno per quanto riguarda i parametri antropometrici. Ulteriori ricerche confermeranno se questo intervento è anche più efficace a lungo termine”.

Va ricordato che gli studi sul ritmo circadiano del singolo paziente si affiancano a quelli sui possibili benefici, per soggetti obesi e sovrappeso, della concentrazione dei pasti in periodi definiti della giornata, le cosiddette diete a restizione temporale (vedi intervista).

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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