Epatite C, successo della campagna social sui rischi dei tatuaggi

Quasi 1.000 commenti, con circa 2.300 interazioni (70 al giorno) e un incremento di followers del 147%. Sono questi i dati che testimoniano il successo della campagna “Progetto Tattoo”, realizzata da EpaC Onlus, associazione per la prevenzioni di epatiti, cirrosi e tumori al fegato,  con il patrocinio di associazionetatuatori.it.

Il progetto pilota, lanciato su Istagram tra giugno e luglio 2018, si è basato sull’interazione, attraverso un utente virtuale, con commenti alle foto postate dai tattoo artist e dai loro clienti. Una modalità di comunicazione innovativa  per trasmettere a un preciso target di popolazione informazioni sull’epatite C ed educazione alla prevenzione, che passa dall’applicazione di buone regole igienico-sanitarie per evitare il rischio di infezione.

«La comunicazione è cambiata radicalmente ed è necessario trovare la strada giusta per arrivare a determinati gruppi di popolazione – afferma Massimiliano Conforti, Vice Presidente di EpaC Onlus – oggi la maggior parte delle persone dedica poco tempo alla lettura tradizionale e dal momento che i tatuaggi e i piercing effettuati in ambienti non autorizzati a tali procedure possono rappresentare un problema per la salute a causa del rischio contagio per l’epatite C, e non solo, abbiamo voluto sperimentare un modo diverso per informare correttamente tutte quelle persone che amano sottoporsi a queste pratiche. Lo scopo della campagna è stato prima di tutto quello di non sconsigliare o allarmare eccessivamente, ma di far capire che i tatuaggi bisogna effettuarli presso tatuatori e ambienti autorizzati, che mettono in atto idonee norme igieniche e di sicurezza a salvaguardia della salute. Consideriamo i risultati ottenuti un grande successo».

Contestualmente alla campagna su Instagram sono state pubblicate e promosse  sulla pagina Facebook di EpaC Onlus, tre video-infografiche su cos’è l’epatite C, come si trasmette e quali sono i comportamenti a rischio infezione.

La realizzazione del progetto è stata possibile grazie al contributo incondizionato di MSD.

 

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Giornalista pubblicista, fotografo, webmaster.

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