COVID-19, l’impatto sull’informazione medico-scientifica multicanale

Il mondo dell’informazione medico-scientifica sta cambiando assai velocemente in conseguenza del COVID-19, dove l’accesso e la condivisione delle informazioni, anche attraverso chat e social, in tempi di emergenza, trova medici sempre più connessi a dispositivi tecnologici. Cambia anche in termini di modelli di lavoro.

Il COVID-19 prospetta nuovi scenari negli ambulatori dei medici di medicina generale, lo riferisce un survey multichannel monitoring realizzato da Medipragma srl dal 2 al 5 marzo 2020 e presentato il 13 marzo in un Web Seminar moderato da Lucio Corsaro, General Manager di Medipragma.

Nell’indagine è stato chiesto a 129 medici di medicina generale di dare una valutazione di quanto fossero soddisfatte le loro esigenze in termini di accesso e condivisione di informazioni accurate e pertinenti sull’epidemia che, a quella data, non era ancora stata definita pandemia.

L’indagine di Medipragma

I dati dati del survey svolto da novembre 2019 a marzo 2020 riportano che il 15% dei MMG si ritiene totalmente non soddisfatto, il 21% non soddisfatto, il 40% mediamente soddisfatto, il 16 % soddisfatto e l’8% pienamente soddisfatto. Anche la percentuale di carico di lavoro risulta variata dall’indagine continuativa rivolta a 200 medici di medicina generale e 100 pediatri di libera professione, sempre riportata nel corso del web seminar.

La visita ambulatoriale passa da un 50% di novembre 2019 sul totale del carico di lavoro al 25% dei primi di marzo; aumentano i consulti telefonici che passano dal 5% di novembre 2019 al 40% dei primi di marzo 2020; diminuiscono dal 10 al 5 % le attività di aggiornamento; diminuiscono le visite a domicilio, passando dal 15 al 10%; invece le attività burocratiche non variano, rimangono al 20% del carico di lavoro, sia nella rilevazione di novembre 2019 sia in quella dei primi di marzo ’20 . Inoltre, dal survey di Medipragma Srl è emerso che i Medici ritengono i canali digitali molto utili, soprattutto nell’uso dei social network, nelle video-conference e nell’informazione medico-scientifica telefonica.

Le testimonianze

«Già da tempo, con circa 60-70 colleghi di Milano, Pavia e Lodi – afferma il Prof. Alessandro Politi, Presidente della sezione di Milano di SIMG, Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie – abbiamo creato un canale di auto-informazione, che si basa su una chat di gruppo, di cui mi ritengo molto soddisfatto. In questo modo possiamo condividere diversi documenti che reperiamo sulle varie piattaforme ufficiali, oltre alle nostre esperienze cliniche».

“L’informazione tra noi colleghi – attesta il Prof. Fabrizio Pregliasco, Virologo e Direttore Sanitario di IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – è sicuramente aumentata anche nelle chat e nei nostri account social. Questi strumenti, li utilizziamo per condividere gli argomenti professionali, soprattutto quelli attuali, grazie anche alla disponibilità di tutte le riviste principali che condividono articoli in open access.  Di questi strumenti, ne sono abbastanza soddisfatto”.

“In questo momento, – dichiara il Prof. Massimo Galli, Direttore Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano – devono essere messi alla prova determinati modelli di lavoro, come ad esempio, la telemedicina: ritengo che per il COVID-19 occuparsene è ormai imprescindibile. La medicina territoriale deve poter funzionare, per poter consentire sempre a più malati cronici di seguire il decorso della malattia dalla propria abitazione. Sarebbe più semplice occuparsi ‘a casa’, in una condizione di tele-monitoraggio le persone con COVID-19. Per quanto riguarda i Social network, stiamo aprendo proprio in questi giorni, una pagina social dell’Ospedale Sacco, per avere più condivisione.”

“Dovrò anch’io riconvertirmi – conclude Galli – poiché lo strumento è buono, se usato con una connotazione circoscritta ad un’attività puramente professionale”.

Anche nel mondo del pharma gli scenari stanno rapidamente cambiando e si mettono in atto delle attività, in risposta a COVID-19. Massimo Grandi, Presidente e Amministratore delegato di Daiichi-Sankyo racconta come l’azienda che dirige si è organizzata.

“L’azienda ha deciso – spiega Grandi – ancora prima del ‘blocco’ in tutta Italia, lo smart-working per i suoi dipendenti, compresi quindi i Customer Facing Roles (Informatori Scientifici, Medical Scientific Liaisons, etc). Ci si è posti da subito, la sfida di tenere attiva la comunicazione con i medici, chiaramente non nell’ottica della tradizionale informazione scientifica sui nostri farmaci, ma soprattutto per essere disponibili su richiesta di informazioni specifiche e legate  al tema COVID-19 19  (es. per la nostra azienda impegnata nell’area Cardiovascolare – fornire informazioni relative alla connessione fra COVID-19 e implicazioni nell’area cardio metabolica come le potenziali interazioni fra i farmaci cardio e quelli impiegati nei pazienti positivi, etc).”

“Inoltre, per garantire continuità alla comunicazione Informatore Scientifico – Medico, abbiamo considerato un mix di strumenti Multichannel, in particolare con un focus su:

  • videochiamata, tramite piattaforme specifiche quali Skype, Zoom etc,
  • Webinar e chat box che hanno il vantaggio di gestire un numero elevato di utenti, integrando questi strumenti con il possibile utilizzo dei social network, che, in un periodo di emergenza, hanno il vantaggio dell’immediatezza nella comunicazione.

Resta importante sottolineare – conclude Grandi – che al di là dello strumento, ci siamo focalizzati su 2 aspetti chiave. Il primo: la formazione, quindi l’erogazione tramite e-learning ai nostri dipendenti sull’utilizzo efficace di questi strumenti a distanza. Il secondo: i contenuti, ovvero la scelta dei contenuti delle comunicazioni, con una priorità assoluta ai contenuti specifici legati al tema del COVID 19 e delle implicazioni nell’area in cui noi operiamo, cardio-metabolico, nel caso della nostra azienda”.

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Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.