“Scaricate Immuni”, l’appello dei medici ospedalieri

“Scarica l’app Immuni, abbiamo bisogno del tuo aiuto” Questo l’appello lanciato dal sindacato nazionale dei medici ospedalieri ANAAO-ASSOMED. Una richiesta che si unisce alle numerose voci istituzionali impegnate a incentivare l’utilizzo dell’applicazione per il tracciamento del contagio da coronavirus.

Walter Ricciardi consigliere del ministro della Salute ha detto: “Se la maggior parte della popolazione scaricasse Immuni, avremmo uno strumento straordinario per mettere sotto controllo l’epidemia” e lo stesso presidente del Consiglio Giuseppe Conte  ha definito un “imperativo morale” utilizzare l’app.

Secondo gli ultimi dati disponibili sono circa 7 milioni gli italiani che hanno scaricato l’applicazione, un numero che rappresenta circa 18% della popolazione tra i 14 e i 75 anni con uno smartphone.Tuttavia questo strumento viene considerato efficace se utilizzato almeno dal 60% della popolazione.

Immuni è stat lanciata a giugno ed è stata scaricata da due milioni di persone nella prima settimana. Nei successivi tre mesi la crescita delle adesioni è stata lenta, mentre si è registata un’impennata dei download all’inizio di ottobre. Dal 17 ottobre l’app. sarà in grado di dialogare con le applicazioni di Germania e Irlanda e poi con quelle dei 15 paesi dell’Unione Europea che hanno scelto di utilizzare questo strumento.

Attualmente la media dei download in Europa è intorno al 10%, ancora lontana dall’obiettivo del 60% della popolazione.

Come funziona Immuni

Immuni utilizza la tecnologia Bluetooth per rilevare i contatti fra gli utenti della app., se una persona risulta positiva al Covid l’app. avverte le persone con cui è venuta a contato inviando un messaggio di allerta, con consigli su come affrontare la situazione, tra cui quello di avvertire il proprio medico.

L’app. è stata progettata in modo da garantire la massima protezione dei dati personali degli utenti. Immuni determina che è avvenuto un contatto fra due utenti senza sapere chi siano. Immuni non raccoglie dati sull’identità personale dell’utente (come nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o e-mail) e non è in grado di tracciare gli spostamenti (non utilizza sistemi di geolocalizzazione).

Gli smartphone si scambiano codici generati casualmente e non contengono alcuna informazione sul dispositivo o l’utente. I codici cambiano diverse volte ogni ora, in modo da proteggere ulteriormente la privacy. Non è in alcun modo possibile risalire all’identità dell’utente a partire dai suoi codici casuali.

I dati sono raccolti dal Ministero della Salute e verranno usati solo per contenere l’epidemia del Covid-19 o ai fini della ricerca scientifica.


 

Ultimo aggiornamento il 10 Ottobre 2020 di: Alessandro Visca

Pierpaolo Benini

Giornalista pubblicista, fotografo, webmaster.

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