Covid-19, uno studio italiano conferma che la reinfezione è un evento raro

“I nostri risultati confermano che le reinfezioni sono eventi davvero rari. Il nostro studio suggerisce che la naturale immunità a SARS-CoV-2 potrebbe conferire un effetto protettivo per almeno un anno, che è simile alla protezione riportata nei recenti studi sui vaccini.”

Così, in una lettera a Quotidiano Sanità, Antonino Mazzone, direttore del Dipartimento di Area Medica ASST Ovest Milanese sintetizza i risultati di uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista JAMA Internal Medicine il 28 maggio.

L’incidenza di reinfezione è risultata di 1/100.000

I ricercatori italiani hanno verificato i casi di nuove infezioni da SARS-CoV-2 e di reinfezione in soggetti che avevano fatto il test della reazione a catena della trascrittasi inversa-polimerasi (PCR) durante la prima ondata della pandemia (febbraio-luglio 2020) in un’area della Lombardia tra le più colpite.

Le reinfezioni sono state definite da una seconda positività alla RT-PCR oltre i 90 giorni dopo la completa risoluzione della prima infezione e con almeno 2 risultati consecutivi negativi del test tra gli episodi.

Delle 13.496 persone che inizialmente non erano state infettate da SARS-CoV-2, 528 (3,9%, IC 95% 3,5-4,2) hanno successivamente sviluppato un’infezione primaria, mentre sono state confermate 5 reinfezioni (0,31%; IC 95% 0,03%-0,58%) nella coorte di 1.579 pazienti positivi. L’incidenza per 100.000 residenti è stata 1,0 (IC 95% 0,5-1,5) per le persone con una storia di infezione, 15,1 ( IC 95% 14,5-15,7) per le persone senza una storia di infezione.

Non è noto quanto duri l’immunità e se sia valida per le varianti del virus

“Prima di presumere che le persone con infezioni documentate da SARS-CoV-2, sia mediante test diagnostici della reazione a catena della polimerasi o presenza di anticorpi, siano protette contro future infezioni, ci sono 2 avvertimenti. – precisa Mazzone – Primo, non sappiamo quanto dura l’immunità naturale. In secondo luogo, non sappiamo se l’immunità naturale al virus wild-type sia ugualmente protettiva per le varianti SARS-CoV-2.”
“Nel corso di questa pandemia ci siamo trovati continuamente di fronte a situazioni nuove, che non avevamo mai sperimentato. Fra queste, la particolare natura del virus Sars-Covid-19 e le metodologie diagnostiche per evidenziarlo – ha aggiunto Mazzone, che suggerisce:

Sarebbe  di grande utilità eseguire il dosaggio degli anticorpi prima di fare il vaccino e, magari, non somministrarlo a chi già li ha. In questo modo si risparmierebbero moltissime dosi di vaccino ed anche potenziali danni a chi, con già gli anticorpi, dopo il vaccino potrebbe sviluppare una reazione”.

Ultimo aggiornamento il 7 Giugno 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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