Diabete dopo il Covid-19, nuovi dati da uno studio italiano

Il rapporto tra infezione da SARS-CoV-2 e diabete è oggetto di studio non solo perché la malattia diabetica è uno dei fattori di rischio noti per lo sviluppo delle forme più gravi di Covid-19, ma anche perché si è osservata una maggiore prevalenza di diabete, anche di nuova diagnosi, dopo l’infezione da Covid-19.

Uno studio multicentrico italiano, con importanti collaborazioni internazionali da poco pubblicato sulla rivista Nature Metabolism dimostra con dati in real world che i pazienti con infezione da SARS-CoV2 possono avere alterazioni del controllo della glicemia e della resistenza all’insulina. Queste disfunzioni possono portare ad iperglicemia persistente di varia gravità, anche dopo la guarigione dall’infezione.

Lo studio è dell’ospedale Sacco e Università Statale di Milano, in collaborazione con i ricercatori del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano e della Boston Children’s Hospital, dell’Harvard Medical School e del Brigham and Women’s Hospital. Come ha spiegato all’agenzia AGI Paolo Fiorina, professore associato di Endocrinologia e direttore della Unità di Endocrinologia della ASST Fatebenefratelli-Sacco:

Questo è il primo studio che dimostra che SARS-CoV-2 induce insulino resistenza e deteriora la normale funzionalità β-cellulare. Queste alterazioni possono portare a iperglicemia franca che persiste anche nella fase post-acuta. La comprensione profonda dei meccanismi della malattia potrà facilitare la ricerca di nuove strategie terapeutiche per questa malattia devastante che ha un impatto così importante sulla nostra comunità”.

Alterazioni della glicemia anche dopo la guarigione dal Covid-19

Lo studio è stato effettuato su una coorte di 551 pazienti ricoverati per COVID-19 in Italia, il 46% dei pazienti era iperglicemico, mentre il 27% era normoglicemico. Utilizzando test clinici e monitoraggio continuo del glucosio in un sottogruppo di pazienti, i ricercatori hanno rilevato un controllo glicometabolico alterato, con insulino-resistenza e un profilo anomalo delle citochine, anche in pazienti normoglicemici. Le anomalie glicemiche sono state rilevate per almeno 2 mesi nei pazienti che hanno superato il COVID-19. Spiega Fiorina:

“I nostri risultati hanno confermato l’associazione di Covid-19 con un’alterazione complessiva del profilo glicemico al monitoraggio continuo (CGM), del profilo ormonale e del profilo citochinico, che persiste anche molto tempo dopo l’insorgenza dei sintomi. Infatti, abbiamo riscontrato alterazioni glicometaboliche simili nei pazienti con infezione acuta e dopo remissione dal Covid-19”.

Allo studio ha partecipato anche l’Università di Pisa, con uno studio condotto da Giuseppe Daniele, ricercatore presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale. Il suo lavoro ha contribuito a dimostrare che il rischio sviluppo d’insulino-resistenza e diabete sono strettamente e proporzionalmente correlati alla tempesta citochinica che si sviluppa durante l’infezione da Covid-19 e che tale compromissione persiste anche una volta guariti. Questo dato si inserisce quindi nnella linea di ricerca sul ruolo delle citochine e della sub-infiammazione nella genesi dell’insulino-resistenza nell’obesità e nel diabete di tipo 2.

 

 

Ultimo aggiornamento il 28 Giugno 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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