Diabete, due frutti al giorno abbassano il rischio del 36 per cento

Chi consuma due porzioni di frutta al giorno ha un rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nell’arco di 5 anni inferiore del 36% rispetto a chi include nella dieta meno di mezza porzione di frutta al giorno. Il dato emerge da uno studio di popolazione australiano appena pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

Come spiega il primo autore, Nicola P. Bondonno, dell’Institute for Nutrition Research, Edith Cowan University, Perth, Australia:

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le persone che consumano più frutta devono produrre meno insulina per abbassare i livelli di glucosio nel sangue. Questo è importante poiché alti livelli di insulina circolante possono danneggiare i vasi sanguigni, con conseguenze correlate non solo al diabete, ma anche all’ipertensione, all’obesità e alle malattie cardiache.”

La ricerca ha valutato la correlazione tra consumo di frutta e tolleranza al glucosio, sensibilità all’insulina, incidenza di diabete

Per questa ricerca gli autori hanno utilizzato i dati dell’Australian Diabetes, Obesity, and Lifestyle Study (AusDiab), per valutare la correlazione tra consumo totale di frutta, consumo di singoli frutti e consumo di succhi frutta con la tolleranza al glucosio, la sensibilità all’insulina e all’incidenza di diabete a 5 e 12 anni. I ricercatori hanno identificato 7.675 adulti di età pari o superiore a 25 anni senza diabete che erano stati sottoposti a esami del sangue e avevano completato un questionario sulla frequenza alimentare nel 1999-2000. I partecipanti avevano indicato la frequenza con cui mangiavano 10 diversi tipi di frutta, qualsiasi tipo di succo di frutta e altri alimenti su una scala da 0 (mai) a 10 (tre o più volte al giorno).

I partecipanti sono stati divisi in quartili in base al consumo medio di frutta:

La frutta più consumata è stata la mela (23% dell’assunzione totale di frutta), seguita dalle banane (20%) e dagli agrumi (18%). Altri frutti rappresentavano ciascuno meno dell’8% dell’assunzione totale di frutta, quindi non sono stati studiati separatamente. I partecipanti a ciascun quartile avevano un’età media di 54 anni e un BMI in media di 27 kg/m2 simili. I partecipanti con moderato e alto consumo di frutta (quartili 3 e 4) avevano maggiori probabilità di essere donne e fare almeno 150 minuti di attività fisica a settimana, e meno probabilità fumare. Mangiavano anche più verdure e meno carne rossa e carne lavorata, ma consumavano più zucchero.

Con un consumo moderato o alto di frutta si abbassa il rischio di diabete

Dei 4674 partecipanti che hanno avuto un follow-up di 5 anni, 179 partecipanti hanno sviluppato il diabete. Rispetto ai partecipanti con un basso consumo di frutta (quartile 1), quelli con un consumo moderato di frutta (quartile 3) avevano una probabilità inferiore del 36% di sviluppare il diabete entro 5 anni (odds ratio [OR], 0,64; IC 95% 0,44- 0,92) dopo aggiustamento per età, sesso, attività fisica, istruzione, stato socioeconomico, reddito, indice di massa corporea, fumo, malattie cardiovascolari, storia dei genitori di diabete e consumo di alcol, verdure, carne rossa, carne lavorata e calorie.

Dei 3518 partecipanti con un follow-up di 12 anni, 247 avevano il diabete, ma non c’erano associazioni significative tra il consumo di frutta e questo rischio a lungo termine di diabete, probabilmente a causa del piccolo numero di partecipanti ed eventi.

Spiega Bondonno:

Lo studio supporta la raccomandazione delle linee guida dietetiche australiane: 2 porzioni di frutta al giorno. Una  porzione è di 150 grammi, che corrisponde a una mela, arancia o banana di medie dimensioni.

l succo di frutta non è risultato associabile a migliori livelli di glucosio o insulina o a un minor rischio di diabete, probabilmente a causa del suo carico glicemico relativamente alto e di un minor numero di fibre.

 

Ultimo aggiornamento il 14 Giugno 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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