Più informazione e nuove terapie per combattere i tumori femminili

La giornata mondiale dedicata a queste neoplasie ha richiamato l’attenzione sulla scarsa conoscenza del pubblico femminile e sulla personalizzazione dei trattamenti

Più di 3,5 milioni di donne colpite nel mondo – 230.000 solo in Italia – e più di un milione di nuove diagnosi ogni anno. Nonostante questi numeri epidemiologici, sono ancora poche le donne che conoscono i tumori ginecologici, i loro sintomi, le strategie per prevenirli e i centri specializzati nella loro cura. Se ne è parlato recentemente in occasione della Terza Giornata Mondiale dei Tumori Ginecologici promossa dal gruppo Europeo di associazioni pazienti di tumori ginecologici ENGAGe (ESGO) e dalla Società Europea di Ginecologia Oncologica.

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Pochi test di screening e scarse informazioni

Dall’indagine ESGO-ENGAGe 2017 è emerso infatti che solo il 24,7% delle donne si sottopone con regolarità ai test di screening e che molte pazienti prima della diagnosi non sapevano dell’esistenza del tumore che le aveva colpite: 68,8% per i tumori della vulva e della vagina, 37,9% per il tumore dell’endometrio e il 29,1% per il tumore ovarico.

Proprio l’informazione al pubblico è pertanto l’obiettivo per il prossimo futuro: nel corso del convegno scientifico “Medicina Personalizzata e tumori Ginecologici: presente e futuro”, organizzato da ACTA – Alleanza contro il tumore ovarico, è stato presentato il primo portale italiano dedicato espressamente a questo tipo di neoplasie.

In arrivo nuove terapie e trattamenti sempre più personalizzati

Un altro focus importante è chiaramente quello delle terapie, improntate, come in altri ambiti dell’oncologia, nella personalizzazione sempre più spinta dei trattamenti.

Si segnalano inoltre significative novità sul fronte delle terapie farmacologiche e immunoterapiche. Nel caso del tumore dell’ovaio, per esempio, si attendono ulteriori indicazioni per i PARP-inibitori e l’ampliamento del target alle donne senza mutazione BRCA.

Per il tumore dell’endometrio, si aprono prospettive interessanti grazie all’immunoterapia, mentre nel caso del tumore della cervice uterina si conferma un aumento della sopravvivenza con l’immunoterapia rispetto alla chemioterapia in seconda linea.

Per il tumore metastatico della cervice uterina, infine, è in arrivo la conferma della validità della combinazione in prima linea della terapia immunologica con la chemioterapia.

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico

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