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Diabete tipo 2, i FANS aumentano il rischio di insufficienza cardiaca?

Uno studio osservazionale su un ampio campione di popolazione in Danimarca, presentato al congresso della Società europea di cardiologia (ESC 2022), ha mostrato un aumento del rischio di insufficienza cardiaca nelle persone con diabete di tipo 2 (al di sopra dei 65 anni e con diabete non bene controllato), associato all’uso di FANS a breve termine.

Le premesse

La premesse da cui sono partiti i ricercatori danesi è che l’uso di FANS è stato associato in uno studio precedente a un aumento del rischio di insufficienza cardiaca nella popolazione generale e i pazienti con diabete di tipo 2 hanno più del doppio delle probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca rispetto a quelli senza diabete.

La nuova ricerca ha studiato la possibile associazione tra l’uso a breve termine di FANS e il rischio di prima ospedalizzazione per insufficienza cardiaca in una coorte nazionale di pazienti con diabete di tipo 2.

Lo studio

I ricercatori hanno utilizzato i registri danesi per identificare i pazienti con diagnosi di diabete di tipo 2 dal 1998 al 2021. Sono stati esclusi i pazienti con insufficienza cardiaca o una condizione reumatologica che richiedeva l’uso di FANS a lungo termine.

Sono state raccolte informazioni sulle prescrizioni di FANS orali (celecoxib, diclofenac, ibuprofene e naprossene) richieste prima del primo ricovero per insufficienza cardiaca.

Utilizzando un disegno case-crossover in cui ogni paziente agiva come il proprio controllo, sono state valutate le associazioni tra l’uso a breve termine di FANS e il rischio di prima ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

Lo studio ha incluso 331.189 pazienti con diabete di tipo 2. L’età media era di 62 anni e il 44% erano donne. Durante il primo anno dopo l’inclusione nello studio, il 16% dei pazienti ha richiesto almeno una prescrizione di FANS mentre il 3% ha richiesto almeno tre prescrizioni. L’ibuprofene è stato utilizzato dal 12,2% dei pazienti, il diclofenac dal 3,3%, il naprossene dallo 0,9% e il celecoxib dallo 0,4%. Durante un follow-up mediano di 5,85 anni, 23.308 pazienti sono stati ricoverati in ospedale per insufficienza cardiaca per la prima volta.

I risultati

L’uso di FANS era associato a un rischio elevato di prima ospedalizzazione per insufficienza cardiaca, con un odds ratio (OR) di 1,43 (IC 95% 1,27–1,63).

Quando i singoli FANS sono stati analizzati separatamente, il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca è aumentato in seguito all’uso di diclofenac o ibuprofene, con OR corrispondenti rispettivamente di 1,48 (IC 95% 1,10–2,00) e 1,46 (IC 95% 1,26–1,69). Celecoxib e naprossene non erano associati a un aumento del rischio, potenzialmente a causa della piccola percentuale di prescrizioni dichiarate.

I ricercatori hanno anche analizzato il rischio di insufficienza cardiaca con l’uso di FANS nei sottogruppi di pazienti. Non è stata trovata alcuna associazione in pazienti con livelli normali di emoglobina glicata (HbA1c) (<48 mmol/mol), che indicano un diabete ben controllato. Sono state trovate forti associazioni nei pazienti di età superiore ai 65 anni, mentre nessuna associazione è stata trovata in quelli di età inferiore ai 65 anni. L’associazione più forte è stata trovata in utilizzatori molto rari o nuovi di FANS.

Le conclusioni

Anders Holt dell’Ospedale universitario di  Copenhagen in Danimarca, ha concluso:

Questo era uno studio osservazionale e non possiamo concludere che i FANS causino insufficienza cardiaca nei pazienti con diabete di tipo 2. Tuttavia, i risultati suggeriscono che un potenziale aumento del rischio di insufficienza cardiaca dovrebbe essere preso in considerazione quando si valuta l’uso di questi farmaci. Al contrario, i dati indicano che può essere sicuro prescrivere FANS a breve termine per i pazienti di età inferiore ai 65 anni e per quelli con diabete ben controllato”.

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.