HTA, come si valutano le nuove tecnologie in sanità

L’evoluzione tecnologica in campo medico-sanitario è così veloce da rendere sempre più complesso il lavoro dei decisori, che devono scegliere su quali strumenti innovativi puntare per migliorare l’efficienza delle cure e dell’assistenza.

L’HTA (Health Technology Assessment) è una metodologia di valutazione delle tecnologie sanitarie (farmaci, dispositivi, processi) che punta a integrare i dati scientifici con le preferenze espresse dai soggetti interessati.

Nel 2021, è stato introdotto un nuovo Regolamento Europeo di HTA, che ha l’obiettivo fondamentale di velocizzare l’accesso dei pazienti alle tecnologie innovative, mediante un processo di HTA centralizzato. Questa struttura garantisce processi più rapidi evitando difficoltà e divergenze nelle valutazioni. Il nuovo Regolamento Europeo sull’HTA diventerà operativo dal 1° gennaio 2025 e verranno messe a disposizione degli Stati membri le prime valutazioni cliniche congiunte sui farmaci antitumorali e le terapie avanzate (ATMP).

L’importanza di comprendere il valore di una tecnologia

Il presidente della Società Italiana di Health Technology Assessment (Sihta) Francesco Saverio Mennini, professore di Economia Sanitaria e Microeconomia all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, spiega:

gli studi di HTA si nutrono di informazioni e di dati, che, oltre ad aiutare a definire il valore di una tecnologia e il suo impatto economico, gestionale e sociale, ci aiutano anche a comprendere bene quali siano i migliori percorsi diagnostico-terapeutici che vanno seguiti per i pazienti, in un’ottica sia di efficacia, sia di efficienza.

“La digital health entra, quindi, di diritto nella HTA. – aggiunge Mennini – Con i nuove strumenti digitali si possono raccogliere e analizzare dati complessi, in modo da guidare i processi regolatori, le valutazioni HTA, il patient care pathway, e l’accesso al mercato. Queste soluzioni contribuiscono anche a fornire “dati complementari” agli studi clinici di nuovi farmaci nelle aree ad alto bisogno terapeutico.”

Il monitoraggio del diabete di tipo 2

Al XV Congresso Nazionale della Sitha, che si è svolto recentemente a Roma, è stato evidenziato come il valore di una tecnologia sanitaria non coincida con il mero costo, ma sia rappresentato dall’utilità che deriva dal suo utilizzo.

Un esempio paradigmatico, di cui si è discusso al congresso, sono le attività di monitoraggio del diabete in pazienti affetti da diabete di tipo 2. Si è visto che gli strumenti diagnostici di ultimissima generazione garantiscono un’efficacia superiore rispetto alle strisce per la misurazione della glicemia e possono ridurre del 30-40 % le ospedalizzazioni, che costituiscono l’80% dei costi sanitari relativi ai pazienti con diabete.

Il monitoraggio glicemico da remoto permette di ridurre anche l’impatto delle comorbidità, permettendo un migliore controllo glicemico con conseguente riduzione delle ospedalizzazioni e degli accessi al PS causati da iper/ipoglicemie.

Emerge con forza come un appropriato e crescente utilizzo del monitoraggio a distanza del diabete possa contribuire anche alla sostenibilità del SSN. Recenti studi (Mennini et al, 2019) hanno, infatti, evidenziato possibili riduzioni di costo fino a 980 milioni di euro in un anno, quale conseguenza di un maggior monitoraggio.

L’approccio HTA e la medicina generale

Gli studi di HTA possono quindi informare i decisori delle politiche sanitarie sui vantaggi che derivano dall’utilizzo di una tecnologia sulla base delle evidenze, e questo permette di prendere una decisione ottimale in termini dei benefici, tanto per i pazienti quanto per il sistema nel suo complesso. Spiega Mennini:

L’approccio di HTA è multidisciplinare e multidimensionale e deve coinvolgere tutti gli attori del sistema. Anche il ruolo del MMG diventerà sempre più importante. Le informazioni, i dati e gli studi che provengono dai database dei MMG possono e devono alimentare i modelli di HTA ,che mirano ad evidenziare come un percorso di cura, in cui è coinvolto sin dall’inizio un MMG, può portare un vantaggio di efficacia e di riduzione dei costi per il SSN.”

 

La metodologia di (HTA) permette di produrre evidenze forti e robuste che permettono al decisore (Istituzioni) e ai cittadini di poter comprendere quali sono le tecnologie sanitarie, i processi, i farmaci e i dispositivi medici dotati di maggiore efficacia e allo stesso tempo anche dotati di un livello di efficienza superiore agli altri.

Il processo suggerito dall’Health Technology Assessment offre ai sistemi sanitari il mezzo necessario per garantire la sostenibilità ed il rapido accesso alle tecnologie efficaci ed efficienti. A ribadirlo è il XV Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment che si è svolto recentemente a Roma.

L’HTA, inteso come quell’approccio alla valutazione in grado di integrare l’uso della razionalità scientifica con le prospettive e le preferenze espresse dai diversi stakeholder a supporto di una decisione politica, può contribuire a migliorare quel processo che porta a rendere disponibile in maniera tempestiva l’innovazione tecnologica (farmaci, dispositivi medici, ecc.), in relazione ai bisogni espressi dalla popolazione e alle capacità di assorbimento dei sistemi sanitari.

Nel 2021, c’è stata l’introduzione del nuovo Regolamento Europeo di Health Technology Assessment che ha quale obiettivo fondamentale quello di velocizzazione l’accesso dei pazienti alle tecnologie maggiormente innovative, mediante un processo di HTA centralizzato. Questa struttura garantisce processi più rapidi e prevedibili evitando difficoltà e divergenze nelle valutazioni. Dal 1° gennaio 2025 diventerà operativo il nuovo Regolamento Europeo sull’HTA, quindi verranno messe a disposizione degli Stati membri le prime valutazioni cliniche congiunte sui farmaci antitumorali e le terapie avanzate (ATMP).

 

Silvia Pogliaghi

Giornalista scientifica, specializzata su ICT in sanità.