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diabete peso

Il prediabete deve essere considerato un fattore di rischio importante

Amedeo Soldi
Medical Director SPA-Società Prodotti Antibiotici

L’evoluzione della malattia diabetica prevede una fase, definita prediabete, caratterizzata da valori di glucosio al di sopra della norma, ma al di sotto della soglia che contraddistingue i valori di diabete conclamato (1). Questa fase, spesso asintomatica, merita l’attenzione del medico, innanzitutto per prevenire il diabete, poiché la progressione da prediabete a diabete di tipo 2 presenta un tasso di conversione annuale di circa il 10% (1).

In un recente studio, Dekamin et al. hanno evidenziato, inoltre, che i soggetti con prediabete hanno il 24% di probabilità di sviluppare diabete mellito di tipo 2 (2).

Un rischio che si estende dal diabete alle malattie cardiovascolari

Nell’ambito delle Alterazioni della Regolazione Glicemica (ARG), il prediabete include l’alterata glicemia a digiuno (IFG) e la ridotta tolleranza glucidica (IGT). Queste due condizioni, singolarmente o in associazione, dovrebbero essere considerate non solo fattori di rischio per lo sviluppo di diabete mellito, ma anche fattori associati allo sviluppo di complicanze sia macrovascolari che microvascolari (1,3). Infatti, gli studi hanno dimostrato che già nella fase di prediabete possono manifestarsi le complicanze micro- e macrovascolari tipiche del diabete conclamato (2), rendendo prediabete e diabete due fattori di rischio indipendenti per malattie cardiovascolari di origine aterosclerotica e aumentandone il rischio di circa 2 volte (4).

Dimensione del problema

La prevalenza mondiale di IGT nel 2021 si attesta al 10,6% (5). Approssimativamente 319 milioni di persone, con un’età compresa fra i 20 e i 79 anni, si trovano in una condizione di aumentato rischio per diabete e malattie cardiovascolari (5). In Italia, secondo le stime dell’International Diabetes Federation (IDF), la prevalenza di IGT è pari all’8,4%, con numeri superiori fra le donne (1.549.000) rispetto agli uomini (1.105.000), mentre la prevalenza di IFG è pari al 2,8% (TABELLA 1) (6,7).

Diagnosticare il prediabete: le linee guida ADA 2022

Come suggerito dalle più recenti linee guida dell’American Diabetes Association (ADA), pubblicate nel gennaio 2022, la diagnosi di prediabete può essere stabilita sulla base di una o più delle seguenti condizioni (8):

– una glicemia a digiuno tra 100 e 125 mg/dl (IFG);

– dopo una curva da carico orale (75 g di glucosio [OGTT] con determinazione della glicemia al tempo 0 [basale] e a 120 minuti), con valori compresi tra 140 e 199 mg/dl (IGT);

– un livello di emoglobina glicata (HbA1c) di 5,7%-6,4%.

Le raccomandazioni dell’ADA sottolineano l’importanza di uno screening per il prediabete e il diabete di tipo 2 (8). Lo screening per la diagnosi di diabete e prediabete dovrebbe essere eseguito in tutti i soggetti adulti, anche se privi di sintomi, qualora siano in sovrappeso e portatori di uno o più fattori di rischio (TABELLA 2) tra cui: familiarità di primo grado con soggetti diabetici; donne con diagnosi pregressa di diabete gestazionale; ipertensione arteriosa con valori ≥140/90 mmHg o in trattamento antipertensivo; valori di colesterolo HDL (lipoproteine a elevata densità) inferiori a 35 mg/dl o di trigliceridi superiori a 250 mg/dl; storia di malattie cardiovascolari; donne con sindrome dell’ovaio policistico (8).

Poiché l’età è di per sé un fattore di rischio, un test di screening dovrebbe essere comunque eseguito in tutti i soggetti al di sopra dei 35 anni, anche in assenza dei fattori di rischio specifici sopra indicati (8). La valutazione di screening dovrebbe essere svolta ogni anno nei pazienti con prediabete e ogni tre anni nelle donne con diabete gestazionale. L’obiettivo è quello di valutare la possibile presenza di patologie e/o fattori di rischio cardiovascolari e metabolici, di cui i più frequenti sono l’ipertensione arteriosa e l’iperlipidemia caratterizzata, nei diabetici, più che da un aumento del colesterolo totale e del colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità), da una riduzione del colesterolo HDL e da un aumento dei trigliceridi (8). In secondo luogo, è necessario valutare se, a causa del diabete e delle patologie eventualmente associate, sia già presente un danno a carico di uno o più organi bersaglio.

Il prediabete deve essere considerato, quindi, un fattore di rischio importante al fine di prevenire mortalità e morbilità associate a eventi cardiovascolari maggiori (9).

La prevenzione

La prevenzione assume un ruolo preponderante nella pianificazione degli interventi terapeutici. La gestione dei fattori di rischio cardiovascolare acquista maggior importanza quando affrontati in fase precoce. All’interno di questa fascia di popolazione, vi è un’ampia casistica di pazienti moderatamente ipercolesterolemici, ipertesi, iperglicemici, in sovrappeso a rischio intermedio o in fasce di età in cui la somministrazione di farmaci specifici abbia un rapporto rischio/beneficio ancora da determinare con precisione. Il primo intervento da proporre al paziente è un corretto stile di vita. Quando questo non è sufficiente, si può ricorrere all’uso di nutraceutici (10).

Questi soggetti potrebbero giovarsi di una supplementazione con integratori o prodotti con principi attivi di origine naturale che facilitino la normalizzazione di questi parametri in monoterapia o in associazione. GLICOSET® rappresenta una valida opzione di scelta in soggetti con prediabete. GLICOSET® è costituito da una combinazione di Ilex paraguariensis, Morus alba e cromo picolinato. Derosa et al. hanno condotto uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, della durata di 3 mesi, in cui l’associazione di Ilex paraguariensis, Morus alba e cromo picolinato (GLICOSET®) è stata testata su soggetti di età ≥18 anni, con IFG o IGT e che non assumevano ipoglicemizzanti. Il gruppo che assumeva GLICOSET® era costituito da 72 pazienti, mentre il gruppo placebo da 76 pazienti. I risultati dello studio hanno suggerito una riduzione significativa della glicemia a digiuno, della glicemia postprandiale, dell’HbA1c, del colesterolo totale, colesterolo LDL, trigliceridi, proteina C reattiva rispetto al basale, dell’indice HOMA e un miglioramento della sensibilità insulinica (10).

In conclusione, Derosa et al. suggeriscono che GLICOSET® possa rappresentare una valida opzione terapeutica in aggiunta a un corretto stile di vita e ad attività fisica per prevenire lo sviluppo di diabete nei soggetti con IFG o IGT (10).

In collaborazione con

Bibliografia

  1. Tabák AG, Herder C, Rathmann W et al. Prediabetes: a high-risk state for diabetes development. Lancet. 2012 Jun 16;379(9833):2279-90.
  2. Dekamin A, Wahab MIM, Keshavjee K, Guergachi A. High cardiovascular disease risk-associated with the incidence of Type 2 diabetes among prediabetics. Eur J Intern Med. Available online 22 September 2022. In Press.
  3. Brannick B, Wynn A, Dagogo-Jack S. Prediabetes as a toxic environment for the initiation of microvascular and macrovascular complications. Exp Biol Med (Maywood). 2016 Jun;241(12):1323-31.
  4. Visseren FLJ, Mach F, Smulders YM et al; ESC National Cardiac Societies; ESC Scientific Document Group. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice Eur Heart J. 2021 Sep 7;42(34):3227-337.
  5. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas. 10th Edition. Brussels, Belgium: International Diabetes Federation, 2021. www.diabetesatlas.org
  6. International Diabetes Federation. IDF Diabetes Atlas. 10th Edition, 2021. Italy – Diabetes report 2000-2045. https://www.diabetesatlas.org/data/en/country/99/it.html
  7. Società Italiana di Diabetologia. Il diabete in Italia. A cura di Bonora E, Sesti G. Bologna: Bononia University Press, 2016.
  8. American Diabetes Association Professional Practice Committee. 2. Classification and Diagnosis of Diabetes: Standards of Medical Care in Diabetes – 2022. Diabetes Care 2022;45(Suppl. 1):S17–S38.
  9. Michel A, Mando R, Waheed MA-A et al. Prediabetes associated with an increase in major adverse cardiovascular events. JACC. 2021;77(18):14.
  10. Derosa G, D’Angelo A, Maffioli P. Metabolic actions of a supplement of Ilex Paraguariensis (an extract of the leaf standardized to 2% I-Deoxinojirimcina), White Mulberry and Chromium Picolinate in nondiabetic subjects with dysglycemia: a randomized trial. Life (Basel) 2021 Jul 18; 11(7):709.

Ultima revisione: 28 Novembre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.