One Health, la salute dell’uomo in relazione a quella di animali e piante

Il piano d’azione “One Health” 2022-26 lanciato dalle quattro grandi organizzazioni globali per la tutela della salute dell’uomo, degli animali, delle piante e dell’ambiente (OMS, FAO, UNEP, OIE*) rappresenta il tentativo di dare una risposta unitaria alle nuove grandi sfide per le politiche sanitarie dei prossimi anni.

Pandemia e crisi climatica sono gli scenari in cui è emerso con maggiore evidenza quello che gli studi epidemiologici evidenziano da tempo, ossia la stretta connessione tra salute dell’uomo, qualità dell’ambiente e della vita animale e vegetale.

Nel piano si legge:

L’approccio One Health riconosce che la salute dell’uomo, di animali domestici e selvatici, piante e ambiente in generale (compresi gli ecosistemi) sono strettamente collegati e interdipendenti Il piano d’azione mobilita molteplici settori, discipline e comunità per lavorare insieme, promuovere il benessere e affrontare le minacce alla salute e agli ecosistemi

 

Fonte: One Health joint Plan of Action 2022-2026, WHO, 2022

Il piano d’azione quinquennale, varato dalle principali organizzazioni mondiali stabilisce degli obiettivi operativi e si concentra soprattutto su sei aree di intervento

  • epidemie zoonotiche,
  • zoonosi endemiche,
  • malattie tropicali trascurate e trasmesse da vettori,
  • sicurezza alimentare,
  • antibioticoresistenza
  • qualità dell’ambiente

Il contributo della Società Italiana d’Igiene

Sul tema della One Health si è recentemente espressa anche la Società Italiana d’Igiene (SItI) che, in occasione del recente 55° Congresso Nazionale, ha manifestato la propria adesione convinta all’impostazione dell’OMS e ha proposto alcuni spunti su politiche sanitarie, sinergie e buone pratiche.

Roberta Siliquini, Ordinario d’Igiene all’Università di Torino socio della SItI ha detto:

gli ultimi anni hanno dimostrato che la salute è il risultato di moltissimi fattori. Uno di questi è l’equilibrio tra persona, ambiente e mondo animale. Ciò vale sia per le patologie infettive, che per le cronico-degenerative. La più importante sfida per il futuro è rappresentata dalla realizzazione di città ‘sane’, che contribuiscano a promuovere stili di vita altrettanto sani, così come la tutela dell’ambiente, animale e vegetale. Gli Igienisti della SItI, pertanto, offrono tutta la loro expertise proponendo alcuni spunti per attuare politiche preventive globali, con l’obiettivo di raggiungere una salute sostenibile anche dal punto di vista economico”.

“L’equilibrio ambiente/animali/uomo si evidenzia in maniera del tutto specifica nella copresenza di insetti, oggi, che un tempo ci erano sconosciuti. Possiamo pensare a cosiddette ‘patologie aliene’ portate da insetti che, con il cambiamento climatico, sono presenti anche nel nostro Paese, mentre prima lo erano solo in aree più calde. Si pensi, ad esempio, alla febbre West Nile, Chikungunya, Zika. Tutte patologie che ci erano sconosciute e con cui adesso dobbiamo fare i conti, sapendo che dobbiamo essere in grado di diagnosticarle in tempo e di attuare delle procedure che cerchino di limitare il più possibile la presenza di questi insetti”.

Gli Igienisti della SItI, infine, pongono l’attenzione anche su una corretta gestione del territorio, con il fine di facilitare le persone (ed i loro animali) a vivere in maniera sana nell’ambiente che li circonda. Tutti i settori, quindi, dovrebbero lavorare a stretto contatto per identificare ed attuare misure di adattamento e mitigazione. Spiega Siliquini:

“Spesso parliamo di inquinamento ma molto meno del fatto che la capacità di muoversi all’interno delle città in maniera sana abbia un impatto fondamentale sulla nostra salute In alcune città d’Europa, come per esempio Parigi e Barcellona, stanno riqualificando interi quartieri per far sì che la vita del cittadino possa avvenire all’interno del quartiere, nella cosiddetta ‘città dei 15 minuti’. Così facendo, in quel lasso di tempo, si può raggiungere a piedi qualunque servizio essenziale. Spazi che dovrebbero essere, inoltre, caratterizzati da aree verdi che diano la possibilità di fare qualche esercizio ginnico mettendo a disposizione degli strumenti piuttosto che organizzare, magari ad ore specifiche, piccoli corsi di yoga o simili. Queste sono le cosiddette ‘città sane’, che ci auguriamo vengano garantite nel prossimo futuro grazie ad una pianificazione oculata che tenga conto della salute”.

*Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), the United Nations Environment Programme (UNEP), the World Organisation for Animal Health (WOAH, founded as OIE), and the World Health Organization (WHO)

Ultima revisione: 24 Novembre 2022 – Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.