Terapia dell’obesità grave, le potenzialità di un nuovo antidiabetico

I farmaci antidiabetici di ultima generazione oltre a un migliore controllo della glicemia potrebbero avere un effetto positivo anche sul controllo del peso. Partendo da questa premessa sono in corso studi per verificarne il possibile impiego per un approccio farmacologico all’obesità.

All’ultimo congresso dell’American Diabetes Association (ADA) sono stati presentati i risultati di uno studio di fase III, pubblicato sul New England Journal of Medicine, su tirzepatide un farmaco antidiabetico, capostipite di una nuova classe di farmaci progettati per attivare sia il recettore del GLP-1 che quello del GIP, le due incretine predominanti nell’intestino. Il farmaco, somministrato a soggetti obesi senza diabete dopo 72 settimane di trattamento ha ottenuto una significativa riduzione del peso corporeo.

Clifford J. Rosen della Tufts University di Boston e Julie R. Ingelfinger del Maine Medical Center Research Institute, in un editoriale di commento allo studio, scrivono:

“È sorprendente il fatto che l’entità della perdita di peso con tirzepatide fosse simile a quella del bypass gastrico, il che rilancia il potenziale di approcci medici alternativi per il trattamento dell’obesità”

Lo studio su pazienti obesi senza diabete

Lo studio denominato SURMOUNT-1 ha arruolato 2.539 adulti con un indice di massa corporea (BMI) ≥ 30 oppure con con BMI ≥ 27 e almeno una complicanza correlata, eccetto il diabete. I partecipanti sono stati randomizzati a una terapia con 5, 10 o 15 mg di tirzepatide sottocutanea oppure placebo, una volta alla settimana per 72 settimane.

Rispetto al basale il gruppo in terapia con 5 mg di tirzepatide ha avuto una riduzione media del peso corporeo (endpoint comprimario dello studio) del 15,0% (IC 95% -15,9, -14,2), quello in terapia con 10 mg ha fatto registrare una riduzione media del 19,5% (IC 95% -20,4, -18,5) e quello con 15 mg del 20,9% (IC 95%  -21,8, -19,9) mentre i soggetti del gruppo placebo hanno avuto una riduzione media del peso corporeo media del 3,1% (IC 95%  -4,3, -1,9).

Un analogo trend positivo è stato osservato anche per l’altro endpoint del trial ovvero un calo del peso del 5% rispetto al basale; in questo caso l’outcome si è verificato nell’85%, 89% e 91% dei pazienti trattati rispettivamente con 5, 10 e 15 mg di tirzepatide (vs 35% del gruppo placebo).

Più della metà dei pazienti trattati con le due dosi più alte di tirzepatide aveva perso il 20% o più del peso iniziale. Il trattamento ha avuto risvolti positivi anche su fattori di rischio cardiovascolare come i livelli di pressione sanguigna e il profilo lipidico, oltre che insulina a digiuno ed emoglobina glicata.

Favorevole anche il profilo di tollerabilità, con eventi avversi gastrointestinali di intensità lieve-moderata, che hanno determinato l’interruzione del trattamento in una bassa percentuale di pazienti.

Ultima revisione: 20 Giugno 2022 – Alessandro Visca

Anastassia Zahova

Giornalista medico scientifico