L’alimentazione durante la gravidanza potrebbe influire sul rischio, per il nascituro, di sviluppare diabete di tipo 1 (T1D) nel corso dei primi 18 anni di vita. A favorirlo sarebbero in particolare gli alimenti con effetti infiammatori.
È quanto risulta da uno studio prospettico danese condotto su 67.701 coppie madre-figlio, appartenenti alla coorte The Danish National Birth Cohort (DNBC) reclutata nel periodo 1996–2002, per indagare l’eventuale correlazione tra dieta materna pro-infiammatoria e rischio di T1D.
Attraverso un questionario composto da 360 voci, somministrato alla 25ma settimana di gestazione, e il calcolo dell’indicatore EDII (Empirical Dietary Inflammatory Index) è stato valutato il potenziale infiammatorio della dieta delle gestanti. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Journal of Epidemiology & Community Health.
Secondo lo strumento utilizzato, una dieta pro-infiammatoria si identifica con un alto consumo di carni rosse, latticini a basso contenuto di grassi, pizza, margarina, patate, bevande a basso contenuto energetico, snack salati. Per contro, una dieta anti-infiammatoria prevede un maggior consumo di pomodori, cereali integrali, caffè, verdure a foglia verde, succhi di frutta, pesce azzurro, tè e frutta fresca.
Rischio di diabete più elevato con un’alimentazione materna pro-infiammatoria
I bambini sono stati seguiti per una media di 17,6 anni; le informazioni relative alla diagnosi di T1D sono state ottenute attraverso il registro danese per il diabete nell’infanzia e adolescenza (Danish Registry of Childhood and Adolescent Diabetes).
Complessivamente, lo 0,42% dei nati dalle gestanti che hanno partecipato allo studio ha sviluppato T1D durante l’infanzia, con un’età mediana alla diagnosi di 10,2 anni.
Ogni aumento di un punto dell’EDII materno è stato associato a un aumento del tasso di incidenza di T1D pari al 16% (HR 1,16; IC al 95% 1,02–1,32), sia nei maschi che nelle femmine.
Un’importante limitazione dello studio è che non sono stati valutati fattori confondenti, tra cui la qualità dell’alimentazione dei bambini.
Secondo gli autori, i risultati dello studio si aggiungono al crescente corpo di evidenze che suggeriscono come il diabete di tipo 1 in età pediatrica possa essere influenzato da fattori modificabili in epoca prenatale o nei primi periodi postnatali; si ipotizza, in particolare, che il periodo intermedio della gravidanza potrebbe essere quello più critico per l’esposizione del feto allo stile di vita materno.



