“Il paziente affetto da malattia renale cronica ha un rischio di malattia cardiovascolare molto elevato. Molti pazienti che soffrono di malattie cardiovascolari hanno anche un danno renale e viceversa. C’è un interplay tra cuore e rene, per cui con i nuovi farmaci come le glifozine, curando al meglio la malattia renale e cronica, si ha l’abbattimento del rischio cardiovascolare e si protegge il paziente riducendo la mortalità cardiovascolare e per tutte le cause.”
“Da luglio è stato abolito l’obbligo del piano terapeutico per farmaci che non hanno dei costi elevati, ma hanno dei benefici cardiorenali assoluti. Questo, a mio avviso, restituisce un ruolo al medico di medicina generale non solo come prescrittore, ma anche come intercettore di una malattia renale che va screenata precocemente.”
“Il mio intervento al congresso auspicava una nefrologia proattiva, perché ormai è ora di non essere più inerti nelle prescrizioni. Avere un farmaco che si inserisce nel continuum cardiometabolico renale è un’opportunità che il nefrologo, il diabetologo, il cardiologo non possono più perdere.”


