Una recente revisione sistematica e meta-analisi ha indagato l’associazione tra dieta a base vegetale (plant based) e rischio di osteoporosi.
Negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone che seguono diete vegane e vegetariane, che possono avere effetti protettivi nei confronti di ipertensione, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Tuttavia, questi regimi alimentari possono essere carenti di nutrienti critici per la salute ossea, tra cui vitamina B12, proteine ad alto valore biologico e acidi grassi Omega-3, carenze che possono contribuire alla riduzione della densità minerale ossea (BMD) e all’aumento potenziale del rischio di fratture.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, cerca di quantificare l’associazione tra dieta plant-based e osteoporosi negli adulti, aggregando dati provenienti da studi cross-sectional e caso-controllo. I risultati sono in linea con precedenti ricerche, che avevano evidenziato un impatto negativo delle diete vegetali sulla densità minerale ossea. Anche se gli autori hanno trovato un’elevata eterogeneità negli studi considerati, che evidenzia la necessità di ulteriori ricerche di tipo prospettico per chiarire questa relazione.
I risultati: come valutare l’aumento del rischio di osteoporosi?
La ricerca ha considerato 20 studi osservazionali, per un totale di 243.366 partecipanti. L’analisi ha mostrato che una dieta a base vegetale risulta associata a un aumento statisticamente significativo del rischio di osteoporosi vertebrale (OR: 2,44 IC 95% 1,12-5,33, P=0,02) rispetto a chi ha un’alimentazione onnivora. In pratica, le diete vegetariane e vegane a lungo termine potrebbero raddoppiare il rischio di osteoporosi alla colonna vertebrale. L’associazione si è mantenuta coerente, seppur attenuata e non statisticamente significativa, anche per l’osteoporosi del collo del femore.
Nella discussione relativa ai risultati di questa metanalisi gli autori fanno notare che l’impatto negativo della dieta a base vegetale sull’osteoporosi sembra più pronunciato tra gli individui di età ≥60 anni o che seguono una dieta a base vegetale da 10 anni o più. L’aderenza a lungo termine a una dieta a base vegetale, in particolare tra gli individui più anziani, secondo gli autori, può aumentare il rischio di osteoporosi, a causa di un apporto inadeguato di nutrienti chiave essenziali per la salute delle ossa, come calcio, vitamina D e proteine. Pertanto, un’attenta pianificazione e un monitoraggio dell’assunzione di nutrienti sono fondamentali per gli individui che aderiscono a una dieta a base vegetale per periodi prolungati.
Il ruolo degli stili di vita
Negli studi esaminati i vegetariani e i vegani, oltre ad avere tendenzialmente un indice di massa corporea (BMI) più basso e un consumo energetico complessivo inferiore rispetto agli onnivori, si caratterizzano per stili di vita più sani, con livelli più elevati di attività fisica, tassi di fumo più bassi e un ridotto consumo di alcol e caffeina, fattori che possono modulare il rischio aumentato di osteoporosi.
Tuttavia, scrivono gli autori questi fattori positivi per la salute delle ossa “potrebbero non compensare completamente i potenziali rischi di una dieta a base vegetale”.



