Tracciare un quadro generale dell’impatto del cambiamento climatico sulla salute globale. Questo l’ambizioso obiettivo del Lancet Countdown on Health and Climate Change. Pubblicato annualmente, il report curato da The Lancet, una delle testate scientifiche più prestigiose del mondo, è frutto di una collaborazione internazionale e multidisciplinare e fornisce una valutazione indipendente del rispetto degli impegni assunti dai governi di tutto il mondo nell’ambito dell’Accordo di Parigi, monitorando gli indicatori chiave in materia di salute e cambiamenti climatici.
Le consegueguenze del riscaldamento globale: calore, eventi estremi, incendi
Il rapporto afferma che il mancato contenimento del riscaldamento climatico ha causato, a partire dagli anni ‘90 a oggi, un aumento del tasso di mortalità legata al calore pari al 23%, raggiungendo 546.000 decessi all’anno tra il 2012 e il 2021.
Le condizioni più calde e secche hanno favorito gli incendi boschivi, con l’inquinamento da particelle fini (PM2.5) derivante dal fumo che nel 2024 ha causato 154.000 decessi (+36% rispetto alla media 2003–2012).
Parallelamente crescono le arbovirosi: dagli anni ’50 a oggi il potenziale medio globale di trasmissione della dengue è aumentato fino al 49%.
Gli esperti denunciano anche che ogni anno si registrano 2,5 milioni di decessi causati dall’inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di combustibili fossili, e che oltre due miliardi di persone dipendono ancora da fonti energetiche domestiche inquinanti.
L’esposizione prolungata a temperature estreme ha portato all’incremento di problemi cardiovascolari, respiratori e mentali; le ondate di calore e le siccità hanno avuto effetti anche sugli aspetti alimentari, aggravandone l’insicurezza con ricadute per milioni di persone nel mondo.
Marina Romanello, direttrice esecutiva del Lancet Countdown, presso l’University College London, afferma:
la distruzione di vite e mezzi di sussistenza continuerà a peggiorare finché non porremo fine alla nostra dipendenza dai combustibili fossili e non rafforzeremo drasticamente la nostra capacità di adattamento.
La società civile e il settore sanitario stanno guidando il cambiamento
Per quanto riguarda le misure finora messe in atto per contrastare inquinamento da combustibili e riscaldamento, la società civile e le istituzioni locali appaiono più effica i rispetto alle istituzioni politiche centrali. Nel 2024, 834 città su 858 hanno completato o pianificato una valutazione dei rischi climatici, le emissioni di gas serra legate al settore sanitario sono diminuite del 16% tra il 2021 e il 2022 e quasi due terzi degli studenti di medicina nel mondo hanno ricevuto formazione su clima e salute.
Si stima che ogni anno tra il 2010 e il 2022 siano state evitate circa 160.000 morti premature grazie all’abbandono del carbone e al conseguente miglioramento della qualità dell’aria, mentre cresce la produzione di energia rinnovabile.
L’azione per il clima, un’opportunità per i sistemi sanitari
Il rapporto di Lancet evidenzia come l’azione per il clima rappresenti una delle più grandi opportunità sanitarie del XXI secolo, in grado di promuovere lo sviluppo, creare lavoro, ridurre la povertà energetica e migliorare la salute. Spiega Romanello:
le soluzioni per evitare una catastrofe climatica esistono, e le comunità e i governi locali di tutto il mondo stanno dimostrando che il progresso è possibile. Dalla crescita dell’energia pulita all’adattamento urbano, le azioni in corso stanno producendo reali benefici per la salute, ma occorre fare di più, a partire dalla eliminazione dei combustibili fossili, la leva più potente per rallentare il cambiamento climatico e salvare vite umane. Allo stesso tempo, passare a diete più sane e sostenibili e a sistemi agricoli rispettosi del clima ridurrebbe drasticamente l’inquinamento, i gas serra e la deforestazione, potenzialmente salvando oltre dieci milioni di vite all’anno.”



