La SIBO (Small intestinal bacterial overgrowth) o sovracrescita batterica intestinale è una condizione caratterizzata da un’eccessiva proliferazione di batteri nell’intestino tenue. I sintomi causati da questa anomalia spesso includono gas, gonfiore, fastidio addominale, diarrea e talvolta stitichezza. Si tratta di una sintomatologia simile a quella che si riscontra nelle persone con celiachia non trattata o mal controllata.
Questa somiglianza ha portato i ricercatori a chiedersi se le due condizioni siano collegate o se una possa contribuire all’altra. Infatti, il danno alla mucosa intestinale causato dalla celiachia può alterare gli equilibri dell’intestino favorendo la sovracrescita batterica nell’intestino tenue e la SIBO, a sua volta, potrebbe peggiorare i sintomi della celiachia e, in particolare, potrebbe essere una delle cause di sintomi persistenti in persone che seguono una dieta senza glutine.
Una revisione sistematica e meta-analisi pubblicata sul Journal of Gastroenterology and Hepatology conferma che la SIBO è più frequente nei soggetti celiaci, anche se non chiarisce il rapporto causa effetto tra le due condizioni.
La review
Gli autori hanno esaminato studi medici pubblicati fino all’inizio del 2022, che riportavano i tassi di sovracrescita batterica dell’intestino tenue in persone con diagnosi di celiachia. Hanno selezionato gli studi che soddisfacevano specifici standard di qualità e includevano metodi chiari per la diagnosi di entrambe le patologie.
In tutto la metanalisi ha incluso 14 studi internazionali comprendenti 742 pazienti con celiachia e 178 controlli. L’obiettivo era chiarire quanto frequentemente la SIBO sia presente nei pazienti celiaci e se possa contribuire alla persistenza dei sintomi nonostante una dieta priva di glutine.
I risultati
L’analisi ha mostrato che circa il 18% dei pazienti con celiachia presenta anche SIBO. Nei confronti con soggetti sani, la probabilità di avere SIBO risultava circa cinque volte più alta nei celiaci. Tuttavia, i risultati variavano molto tra gli studi, soprattutto a causa delle differenze nei test diagnostici utilizzati.
Gli studi che si basavano su test del respiro per la SIBO tendevano a riportare tassi più elevati di proliferazione rispetto a quelli che utilizzavano tecniche basate sulla coltura batterica.
Nonostante queste differenze, il quadro generale è rimasto coerente: la proliferazione batterica è risultata più comune nelle persone affette da celiachia, indipendentemente dal metodo di analisi utilizzato.
I sintomi persistenti
Nella valutazione specifica dei pazienti celiaci con sintomi persistenti nonostante una dieta rigorosamente senza glutine, si è riscontrata una prevalenza della SIBO del 17%, non significativamente superiore rispetto ai celiaci che rispondevano bene alla dieta.
Gli autori sottolineano quindi che, oltre alla SIBO, devono essere considerate altre possibili cause di mancata risposta clinica, come contaminazioni accidentali da glutine o altre patologie intestinali associate.
Trattamento antibiotico efficace
Un dato particolarmente rilevante riguarda il trattamento: nei pazienti celiaci positivi per SIBO, la terapia antibiotica ha determinato un miglioramento dei sintomi gastrointestinali in oltre il 95% dei casi, con normalizzazione dei test respiratori.
Oltre al sollievo dai sintomi, i test di controllo hanno spesso mostrato la scomparsa della sovracrescita batterica. Questo risultato suggerisce che identificare e trattare la sovracrescita batterica può fare una differenza significativa per alcune persone con celiachia che continuano a soffrire di sintomi digestivi, nonostante la dieta senza glutine.
Conclusioni e indicazioni dello studio
Nel complesso la review, nonostante le limitazioni causate dalla eterogeneità degli studi disponibili, conferma un legame significativo tra la celiachia e la SIBO. Sebbene la sovracrescita batterica non spieghi tutti i casi di sintomi persistenti anche dopo l’adozione di una dieta gluten free, sembra essere un elemento importante per molti pazienti.
Per le persone affette da celiachia, lo studio ribadisce l’importanza di una valutazione completa quando i sintomi persistono. Andare oltre il solo glutine e considerare altre patologie digestive può portare a un migliore controllo dei sintomi e a una migliore qualità della vita.
In collaborazione con Dr. Schär



