Nuovi dati sull’efficacia del vaccino contro il papillomavirus umano (HPV) per la protezione da carcinoma cervicale. Uno studio svedese, per la prima volta, ha analizzato la variazione del rischio di carcinoma cervicale invasivo in funzione del tempo trascorso dalla vaccinazione, sulla base del più lungo follow-up disponibile. L’infezione da HPV è responsabile della maggior parte dei casi di tumore della cervice uterina, patologia che ogni anno determina circa 660mila nuovi casi e 350mila decessi nel mondo.
Lo studio, pubblicato sul British Medical Journal, mostra che la vaccinazione anti-HPV conferisce una protezione a lungo termine contro il carcinoma cervicale invasivo. Considerato il lungo intervallo che intercorre tra infezione e sviluppo della malattia, è oggi possibile valutare gli effetti della vaccinazione nella popolazione adulta e definire in modo più realistico le prospettive di controllo della patologia.
I ricercatori hanno analizzato dati di registro relativi a 926.362 ragazze e donne nate tra il 1985 e il 2001, residenti in Svezia e seguite tra gennaio 2006 e dicembre 2023, con un follow-up fino a 18 anni. Tra le partecipanti vaccinate prima dei 17 anni, è stata osservata una riduzione del rischio di carcinoma cervicale invasivo del 79% rispetto alle non vaccinate
Protezione fino a 18 anni dall’infezione
Durante il periodo di follow-up, 365.502 partecipanti (39,5%) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino quadrivalente anti-HPV. Complessivamente sono stati identificati 930 casi di carcinoma cervicale invasivo, di cui 97 tra le donne vaccinate e 833 tra quelle non vaccinate. L’analisi ha evidenziato una riduzione del rischio significativa tra le partecipanti vaccinate prima dei 17 anni, con un incidence rate ratio (IRR) aggiustato pari a 0,21 (IC al 95%: 0,13 – 0,32) rispetto alle non vaccinate.
La protezione si è mantenuta nel tempo anche tra i 13 e i 15 anni dalla vaccinazione, con un IRR di 0,23 (IC al 95%: 0,11 – 0,46).
Anche nelle donne vaccinate dopo i 17 anni di età è stata osservata una riduzione significativa del rischio, sebbene di entità inferiore, con un IRR complessivo aggiustato di 0,63 (IC al 95%: 0,49 – 0,81). In questo gruppo, l’effetto protettivo è emerso soprattutto nel lungo termine, con una riduzione significativa dell’incidenza tra i 10 e i 12 anni dalla vaccinazione (IRR 0,54; IC al 95%: 0,33 – 0,86) e ancora più marcata tra i 13 e i 15 anni (IRR 0,23; IC al 95%: 0,08 – 0,60).
Secondo gli Autori, lo studio conferma l’effetto protettivo del vaccino contro il carcinoma cervicale invasivo durante 18 anni di follow-up, senza indicazioni di una riduzione dell’efficacia nel tempo; i ricercatori continueranno a seguire questa coorte per valutare i benefici a lungo termine e chiarire se la protezione possa essere considerata permanente, oppure se sia necessario ipotizzare la necessità di una vaccinazione di richiamo.
In sintesi, lo studio evidenzia che il rischio di carcinoma cervicale invasivo è significativamente ridotto dopo vaccinazione contro l’HPV, che la riduzione del rischio è presente indipendentemente dall’età alla vaccinazione e che non vi sono evidenze rispetto alla perdita di efficacia nel tempo.



