Un approccio combinato basato su ecografia intestinale e dosaggio della calprotectina fecale, eseguiti a tre mesi dall’intervento chirurgico, potrebbe consentire di identificare precocemente i pazienti con malattia di Crohn a maggior rischio di recidiva.
È quanto emerge dallo studio -multicentrico, prospettico, osservazionale- INSIGHT (reductIoN and cloSe monItorinG of postoperative recurrence by intestinal ultrasound after ileocecal resection in patienTs with CroHn’s disease), presentato al convegno Digestive Disease Week (DDW, Chicago 2026).
Il dato centrale della sperimentazione riguarda la possibilità, attraverso questi due test, di identificare i pazienti ad alto rischio di recidiva a sei mesi senza praticare l’endoscopia, con grado di attendibilità giudicato positivo.
Si tratta di risultati potenzialmente rilevanti perché la sorveglianza postoperatoria della malattia di Crohn è una fase delicata; dopo la resezione ileocecale, infatti, la recidiva endoscopica si verifica in circa il 70% dei pazienti entro 12 mesi, spesso in assenza di sintomi clinici evidenti. Per questo motivo, le linee guida attuali raccomandano l’esecuzione di una ileocolonscopia tra 6 e 12 mesi dall’intervento.
Come sottolineato dagli Autori, la maggior parte delle ricerche precedenti valutava il rischio di recidiva a sei mesi o più dalla resezione. Lo studio INSIGHT è stato avviato per verificare se una valutazione a tre mesi potesse consentire una rilevazione della recidiva più precoce.
Uno studio per valutare una procedura meno invasiva
Lo studio INSIGHT ha coinvolto 112 pazienti provenienti da sette centri europei, e del Regno Unito, specializzati nelle malattie infiammatorie intestinali. I partecipanti presentavano una durata malattia di otto anni (valore mediano), una età media, al basale, di 34 anni ed erano già stati sottoposti a un intervento di resezione ileocecale nel 45% dei casi. La scelta del trattamento medico postoperatorio era lasciata al medico curante. A tre mesi, quasi la metà dei pazienti era in terapia farmacologica, prevalentemente con anti-TNF o ustekinumab.
A tre mesi dall’intervento sono stati valutati due indicatori precoci di possibile ripresa dell’infiammazione intestinale. I ricercatori, mediante ecografia intestinale, hanno misurato lo spessore della parete del tratto intestinale ricostruito dopo la resezione, parametro che può riflettere una riattivazione del processo infiammatorio; parallelamente, sono stati calcolati i dosaggi della calprotectina fecale.
I risultati hanno mostrato che l’analisi combinata dei due parametri consentiva di identificare i pazienti con maggiore probabilità di sviluppare una recidiva endoscopica nei mesi successivi.
Le potenziali implicazioni cliniche
In sintesi, eseguire una ecografia intestinale associata al dosaggio della calprotectina fecale a tre mesi dall’intervento può predire la recidiva della malattia di Crohn a sei mesi; questo approccio non invasivo potrebbe influenzare le future linee guida, riducendo la dipendenza dalla colonscopia.
Secondo Maarten Pruijt, dipartimento di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Amsterdam UMC di Amsterdam:
nel loro insieme, questi test hanno identificato una popolazione ad alto rischio di recidiva endoscopica con una specificità del 94% e un valore predittivo positivo dell’81%. Questi risultati supportano un cambiamento di paradigma verso un monitoraggio postoperatorio non invasivo e stratificato in base al rischio, e potrebbero giustificare l’inclusione di questo approccio nelle future linee guida.”
In sintesi, i risultati della ricerca suggeriscono che i pazienti con alterazioni concomitanti dei parametri ecografici e dei livelli di calprotectina fecale potrebbero essere candidati a un intervento terapeutico più precoce, mentre nei soggetti a rischio più basso il controllo endoscopico a sei mesi potrebbe non essere sempre necessario. Gli Autori hanno tuttavia precisato che si tratta di dati preliminari relativi al follow-up precoce; il proseguimento dello studio per tre anni chiarirà se nei pazienti a basso rischio sia possibile rimodulare nel tempo la tempistica della sorveglianza endoscopica.



