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radioterapia

Tumore della prostata, radioterapia stereotassica riduce il rischio di morte

Lo studio italiano ARTO mostra che aggiungere la radioterapia alla terapia farmacologica riduce del 45% il rischio di morte nei pazienti oligometastatici

L’aggiunta della radioterapia stereotassica alla terapia farmacologica standard può migliorare significativamente la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma della prostata oligometastatico resistente alla castrazione. È quanto emerge dai risultati a lungo termine dello studio italiano ARTO, pubblicati su The Lancet Oncology.

Il trial clinico randomizzato di fase 2, coordinato dalla Struttura organizzativa dipartimentale di radioterapia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze e condotto in 16 centri italiani, ha coinvolto 157 uomini. L’obiettivo era valutare l’efficacia dell’associazione tra radioterapia stereotassica e trattamento farmacologico con abiraterone acetato e prednisone.

La radioterapia stereotassica è una tecnica ad alta precisione che permette di somministrare dosi elevate di radiazioni direttamente su lesioni tumorali di piccole dimensioni, limitando l’esposizione dei tessuti circostanti. I primi risultati dello studio, pubblicati nel 2023 sul Journal of Clinical Oncology, avevano già evidenziato una significativa riduzione del PSA e della comparsa di nuove lesioni, con un ritardo della progressione biochimica e radiologica.

I nuovi dati, ottenuti dopo un follow-up mediano di 53 mesi, mostrano un beneficio anche sugli esiti più rilevanti: rispetto alla sola terapia farmacologica, l’aggiunta della radioterapia stereotassica è risultata associata a una riduzione del 45% del rischio complessivo di morte e del 63% del rischio di morte legata specificamente al tumore, senza un aumento degli effetti collaterali.

Giulio Francolini, membro del Consiglio Direttivo AIRO, sottolinea:

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Lo studio ARTO dimostra, per la prima volta in un trial randomizzato, che l’aggiunta della radioterapia stereotassica alla terapia sistemica standard determina un miglioramento significativo della sopravvivenza globale.”

I risultati rafforzano quindi il ruolo della radioterapia stereotassica all’interno di una strategia multidisciplinare per il carcinoma prostatico oligometastatico.

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Redazione

articolo a cura della redazione

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