Artrite idiopatica giovanile, il dolore si comunica “via App”

This feeling

Eular 2015Nell’artrite idiopatica giovanile, il dolore si comunica con un’App. “This feeling” è una nuova applicazione per Ipad che i giovani affetti da artrite idiopatica giovanile (AIG) hanno scelto come modo preferenziale per comunicare la loro esperienza con il dolore. I dati sono stati presentati nell’ambito del meeting EULAR 2015, e dimostrano nell’ambito dello studio CAPS, come in una popolazione di bambini e adolescenti (5-16 anni) affetti da AIG, il 95 per cento dei partecipanti abbia preferito la App per descrivere e comunicare il dolore rispetto ai metodi usati tradizionalmente (VAS).

Il dolore è un sintomo importante in questa condizione, che compromette lo stato fisico e psicologico dei giovani pazienti. Spesso in questa fascia di età non è facile per il medico capire la gravità del dolore, perché soprattutto i più piccoli non riescono a descriverlo in maniera appropriata. “This feeling” è uno strumento interattivo, che utilizza un linguaggio familiare ai giovani pazienti e che quindi potrebbe essere di grande aiuto nella comprensione del dolore e per orientare la scelta terapeutica.

Sempre nell’ambito dell’artrite idiopatica giovanile e delle malattie reumatiche in età pediatrica citiamo i risultati di un interessante lavoro che ha valutato un nuovo metodo di screening immunologico per identificare i pazienti in terapia immunosoppressiva che potrebbero beneficiare della vaccinazione contro la varicella. La varicella sebbene sia considerata in generale una patologia “lieve”, in questi particolari pazienti potrebbe avere un decorso più complesso. Lo studio ha coinvolto 21 ragazzi tra 2 e 18 anni di età suscettibili al VZV affetti da AIG o da patologie a carico dei tessuti connettivi. I partecipanti sono stati sottoposti a uno screening immunologico, prima della vaccinazione e i casi definiti come “idonei” sono stati vaccinati con una o due dosi di vaccino. La vaccinazione è risultata sicura dal punto di vista della tollerabilità, oltre che efficace, e soprattutto in nessun caso si è manifestata la necessità di modificare o di interrompere il trattamento immunosoppressivo.

SPECIALE EULAR 2015

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