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peperoncino

Cibo piccante, un aiuto per il controllo del colesterolo

Mangiare piccante aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari? Uno studio di popolazione condotto in Cina, da poco pubblicato on line sul British Journal of Nutrition, mostra un rapporto diretto tra consumo di cibi piccanti e profilo lipidico.

Lo studio è stato fatto sulla base di dati raccolti nel 2009 dal China Health e Nutrition Survey uno studio osservazionale sulla nutrizione e la salute condotto su 6774 adulti cinesi apparentemente sani di età compresa tra 18 e 65 anni.

Il consumo di cibi piccanti e il grado di piccantezza era autoriportato dai soggetti arruolati e l’abitudine al consumo di cibo piccante è stata verificata con 3 controlli nelle 24 ore. Sono stati misurati colesterolo totale, trigliceridi, colesterolo LDL e colesterolo HDL a digiuno.

I risultati hanno mostrato che la maggiore frequenza e quantità media di assunzione di cibo piccante erano entrambe associate a una minore quantità di colesterolo LDL da solo e in rapporto al colesterolo HDL (P per trend <0,05) dopo aggiustamento per potenziali fattori confondenti.

I livelli di colesterolo HDL nei partecipanti che consumavano abitualmente alimenti piccanti (≥5 volte a settimana) e che consumavano cibo piccante percepito come moderato nella piccantezza erano significativamente più elevati (entrambi P <0,01).

La frequenza e la quantità media di assunzione di alimenti piccanti e il grado di piccantezza in alimenti piccanti sono stati associati positivamente con i trigliceridi (tutti P per trend <0,05).

In conclusione in questo studio il consumo di cibo piccante è risultato inversamente associato alla quantità colesterolo sierico e si è associato positivamente ai trigliceridi.

Gli autori precisano che sono necessari ulteriori studi per confermare i risultati e per chiarire i potenziali ruoli del consumo di cibo piccante nel metabolismo dei lipidi.

Pierpaolo Benini
Pierpaolo Benini

Giornalista - Webmaster - Fotografo