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L’apporto di fibre alimentari influisce sulla salute delle ossa?

Gli effetti prebiotici delle fibre modulerebbero il microbiota intestinale, aumentando la produzione di acidi grassi a catena corta e migliorando l’assorbimento del calcio

Il legame tra assunzione di fibra alimentare e salute ossea è un tema di crescente interesse, soprattutto rispetto all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della prevalenza di osteoporosi, ma le evidenze attualmente disponibili non forniscono risultati coerenti.

Per questo una recente revisione sistematica e metanalisi, pubblicata sulla rivista European Journal of Nutrition, ha esaminato l’associazione tra apporto di fibra alimentare e densità minerale ossea (BMD). L’analisi ha incluso sette studi, scelti tra quelli che avessero valutato l’associazione tra fibra alimentare e BMD nel periodo 2000-2025, per un totale di oltre 229.000 soggetti; le metanalisi hanno incluso quattro studi trasversali (229.339 individui) mentre due studi di coorte (3.174 individui) e uno studio trasversale (9.871 individui) sono stati analizzati qualitativamente.

Un maggiore apporto di fibre si associa a valori più elevati di BMD

I risultati indicano una correlazione diretta tra gli apporti di fibre derivate da alimenti integrali (frutta, verdura, cereali integrali) e la densità minerale ossea, più marcata nei soggetti di sesso maschile e nelle popolazioni extra-occidentali rispetto alle aree di Europa e Nord America. La relazione è rimasta significativa anche dopo l’aggiustamento per possibili fattori confondenti, come l’apporto di calcio e di vitamina D; questo suggerisce che l’azione delle fibre sarebbe indipendente da questi nutrienti.

Nel lavoro viene sottolineato come il possibile effetto favorevole delle fibre sembri essere mediato dall’asse intestino-osso; gli effetti prebiotici delle fibre modulerebbero il microbiota intestinale, aumentando la produzione di acidi grassi a catena corta e migliorando l’assorbimento del calcio. Parallelamente, alcuni metaboliti batterici contribuirebbero alla regolazione del rimodellamento osseo, attraverso la sintesi di vitamina K2, l’inibizione dell’attività osteoclastica e la modulazione di mediatori infiammatori come l’IL-1β.

Nel complesso, i risultati delle analisi contribuiscono a definire il reale impatto delle fibre sulla salute dello scheletro. Gli Autori concludono affermando che l’aumento dell’apporto di fibre nella dieta può avere un ruolo nella prevenzione della perdita di massa ossea; sono tuttavia necessari studi prospettici su larga scala per confermare questi risultati.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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