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Diabete di tipo 2, la carenza di micronutrienti è spesso sottovalutata

Una revisione della letteratura rileva nei soggetti con diabete tipo 2 frequenti carenze di nutrienti come calcio, vitamina D, magnesio con possibili ricadute sia sul controllo glicemico sia sugli esiti clinici

La terapia nutrizionale nel paziente diabetico è stata oggetto di un’ampia revisione della letteratura pubblicata sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition. Un panel internazionale multidisciplinare, composto da 20 esperti provenienti da 12 Paesi, ha prodotto un documento di consenso basato su una revisione narrativa al fine di valutare 11 raccomandazioni relative a specifici nutrienti -tra cui calcio, vitamina D, magnesio- e alcune indicazioni sulle future direzioni della ricerca nella terapia nutrizionale del diabete.

Le carenze vitaminiche possono influire sul controllo della glicemia

La terapia nutrizionale è parte integrante della gestione del diabete e, secondo le evidenze disponibili, nei pazienti con diabete di tipo 2 i fabbisogni di vitamine e minerali dovrebbero essere attentamente valutati; secondo i risultati di uno degli studi esaminati, infatti, quasi la metà dei soggetti diabetici presenta carenze micronutrizionali, con possibili ricadute sia sul controllo glicemico sia sugli esiti clinici.

Tra i micronutrienti più frequentemente insufficienti vi è la vitamina C, la cui carenza arriva a interessare fino a due terzi dei pazienti; evitare le situazioni di apporto insufficiente potrebbe indurre benefici modesti, ma significativi dal punto di vista clinico, su parametri quali emoglobina glicata, glicemia a digiuno e pressione arteriosa.

Rilevante anche il ruolo della vitamina D: livelli insufficienti si associano a un potenziale aumento della mortalità cardiovascolare, mentre valori intorno a 60 nmol/L sembrano correlati a un rischio più basso.

Verso una supplementazione mirata

Il documento suggerisce la necessità di impostare eventuali strategie di integrazione in modo  personalizzato, poiché alcuni micronutrienti mostrano benefici in sottogruppi specifici: la vitamina E in base al profilo genetico, la vitamina B12 nei pazienti in terapia con metformina, il magnesio e il cromo in presenza di carenze documentate. Tuttavia, gli Autori sottolineano come gran parte delle evidenze derivi da studi di piccole dimensioni e breve durata; questo invita alla cautela nell’interpretazione e nella pratica clinica, soprattutto per quanto riguarda dosaggi e indicazioni per una eventuale integrazione.

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Stefania Cifani

Giornalista scientifica e Medical writer

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