Gotta, arriva l’uricosurico di nuova generazione

Una malattia infiammatoria cronica, che in molti casi non è diagnosticata con tempestività e spesso non è adeguatamente trattata. La gotta non è una malattia che appartiene alla storia della medicina, ma una patologia ancora diffusa, su cui occorre una maggiore informazione dei pazienti e un aggiornamento dei medici.

Una necessità emersa da un’indagine su MMG, medici specialisti, farmacisti e cittadini, realizzata da Edra con il supporto di Grünenthal Italia. Il 50% dei MMG  e degli specialisti intervistati ritiene che la gotta sia dovuta principalmente allo stile di vita e che servirebbe più formazione per conoscere le linee guida sulla patologia, mentre 7 cittadini 10 dicono di non avere mai parlato con il proprio medico dei livelli di acido urico.

“Questi dati – ha commentato Leonardo Punzi, direttore della Uoc di Reumatologia dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova – indicano la necessità di approfondire l’argomento per fare chiarezza e dare informazioni più puntuali su una patologia erroneamente considerata una malattia del passato. Per esempio, bisogna chiarire che lo stile di vita o la dieta equilibrata contribuiscono a una riduzione del solo 10% del valore totale di uricemia mentre è un modo per favorire l’assunzione di meno farmaci ed evitare fattori che comportano gli attacchi acuti. Più frequentemente, invece, le cause della malattia sono genetiche”.

Trascurare la patologia può avere conseguenze a livello articolare, cardiovascolare e renale. Tuttavia, come ha ricordato Gerardo Medea, Medico di medicina generale: “il 60-70% dei pazienti che ne soffre dopo circa sei mesi tende a sospendere la terapia nel momento in cui gli attacchi scompaiono.”

La terapia della gotta nella fase acuta prevede l’impiego di colchidina, FANS e, se necessario, cortisone. Passata la fase acuta, sottolineano gli esperti è importante continuare a contrastare l’eccesso di acido urico con farmaci inibitori della sintesi del’acido urico e farmaci uricosurici, che aumentano l’eliminazione dell’acido urico da parte del rene.

In quest’ultima categoria è stata presentata una novità assoluta, lesinurad, primo di una nuova classe di uricosurici, i SURI (inibitori selettivi per il riassorbimento dell’acido urico.

“Lesinurad – ha specificato Punzi – a differenza dei vecchi trattamenti, non interferisce sui sistemi di eliminazione renale di metaboliti del nostro organismo o con altri farmaci. Questo trattamento, da somministrare in associazione ad allopurinolo o febuxostat, riduce il riassorbimento dell’acido urico dal rene al plasma, e corregge la ridotta escrezione renale di acido urico. Visti i meccanismi che portano all’iperuricemia, si tratta di un approccio più “fisiologico” al trattamento dell’iperuricemia e della gotta rispetto al passato”.

“Questa nuova soluzione per il trattamento della gotta – ha detto Thilo Stadler, General Manager di Grünenthal Italia, azienda produttrice del nuovo farmaco, – ci permette di entrare in una nuova area terapeutica e rispondere a necessità non soddisfatte.”

 

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