Padova, ipertensione curata con la crio-ablazione del tumore renale

Si tratta del primo caso al mondo di ipertensione completamente risolta con un intervento di crio-ablazione di un tumore secernente renina. L’intervento è stato eseguito nell’Azienda Ospedaliera, Università di Padova ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista American Journal of Hypertension

Nell’ospedale patavino è stato messo a punto un nuovo metodo chemi-luminescente per la diagnosi di questo particolare tipo di tumore.

“Dopo l’introduzione di questo metodo, osserva Gian Paolo Rossi, Direttore UOC Clinica Medica 4 A.O. Padova, negli ultimi sei mesi abbiamo potuto diagnosticare due casi di tumore secernente renina, un dato che si commenta da solo considerando che nei 35 anni precedenti ne erano stati riconosciuti soltanto due altri casi”. Si tratta di una patologia rara, infatti ne sono stati diagnosticati soltanto 102 casi nel mondo sin dalla prima descrizione nel 1967 a Glasgow.

L’approccio chirurgico a questi tumori non è semplice, perché sono di difficile reperimento da parte del chirurgo e sono soggetti a complicanze emorragiche con elevata frequenza.

“Pertanto -osserva il professor Rossi – insieme al dr. Michele Battistel e dr. Giulio Barbiero, Radiologi interventisti dell’Istituto di Radiologia dell’Università diretto dal professor Diego Miotto, abbiamo scelto per la terapia una strada innovativa. S’è trattato di una procedura di crio-ablazione che ha permesso di guarire la paziente senza alcun intervento con un ricovero durato solo due giorni.”

La crio-ablazione è stata eseguita con leggera anestesia per via percutanea con l’inserimento di un ago di 16 gauge (circa 1,5 mm) nel fianco destro sotto guida della TC Tomografia Computerizzata. Dopo aver prelevato un cito aspirato – piccolo frammento grazie ad un semplice ago per la conferma citologica della diagnosi – è stata inserito sempre per via percutanea nel forellino del primo ago un secondo ago specializzato per la crio-ablazione della lesione (reninoma) confermata nel rene collegato alla macchina (Iceroad, Galil Medical, Israel apparecchiatura utilizzata per la crio-ablazione). Sono stati eseguiti quindi due cicli di raffreddamento di 10 minuti intervallati da due cicli di riscaldamento, verificando durante la procedura che la palla di ghiaccio formatasi in ognuno dei cicli includesse completamente il tumore, che congelato va in necrosi e non dà più danno alla persona. Alla fine della procedura una scansione TC con mezzo di contrasto ha escluso eventuali, possibili emorragie.

Tutta la procedura è stata ben tollerata dalla paziente che è stata dimessa il giorno successivo a questo intervento. Un anno dopo i suoi valori di renina in circolo (che prima era prodotta in eccesso per il tumore) sono risultati invece normali e la pressione arteriosa è normale senza l’assunzione di alcun farmaco.