Tumore al seno, la chemio non è sempre necessaria per la malattia al primo stadio

Un grande trial americano basato su un test genetico mostra che un’alta percentuale di donne con tumore in fase iniziale può evitare la chemio dopo l’operazione.

Nel 70% dei casi di tumore al seno allo stadio iniziale si può evitare la chemioterapia, senza rischi di recidiva. L’indicazione emerge dai risultati di un importante studio clinico presentato al congresso dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology).

Nello studio TAILORx (Trial Assigning IndividuaLized Options for TReatment) il più grande trial mai effettuato sul tumore alla mammella, sono stati confrontati due diversi approcci dopo un intervento chirurgico: terapia endocrina e terapia endocrina con l’aggiunta di chiemioterapia. In un follow up di 7,5 anni la chemioterapia non ha mostrato alcun vantaggio sulla sopravvivenza libera da progressione di malattia, sulle recidive e sulla sopravvivenza totale. La chemioterapia si può considerare evitabile, con indubbi vantaggi per quanto riguarda gli effetti indesiderati.

Va precisato che sono candidabili alla terapia senza chemio dopo l’operazione solo le donne con neoplasia in fase iniziale, ormono-responsiva, HER-2 negativa individuate con Oncotype DX® Breast Recurrence Score, un test genetico su 21 geni tumorali.

I risultati dello studio vengono riassunti così in un comunicato del National Cancer Institute:

La chemioterapia può essere evitata in circa il 70% delle donne con carcinoma mammario ormono responsiv0 (HR positivo), HER2 negativo, con linfonodi liberi:

  •    con un’età superiore ai 50 anni e con un punteggio di recidiva di 11-25 (45%)
  •    a qualsiasi età con un punteggio di recidiva di 0-10 (16%)
  •    ≤ 50 anni con un punteggio di recidiva di 11-15 (8%)

I risultati suggeriscono che la chemioterapia può essere presa in considerazione per il restante 30% delle donne con carcinoma mammario ormono responsiv0 (HR positivo), HER2 negativo, con linfonodi liberi:

  •  a qualsiasi età con un punteggio di recidiva di 26-100 (17 %)
  • ≤ 50 anni con un punteggio di ricorrenza di 16-25 (14 %)

“Prima di TAILORx, c’era incertezza sul miglior trattamento per le donne con un punteggio medio di 11-25 sul test del punteggio di recidiva del seno di Oncotype DX®. Lo studio è stato progettato per rispondere a questa domanda e fornisce una risposta  definitiva”, ha dichiarato  Joseph A. Sparano dell’Albert Einstein Cancer Center e Montefiore Health System di New York (USA). “Qualsiasi donna con tumore del seno allo stadio iniziale di 75 anni o più dovrebbe poter fare il test per l’espressione del gene 21 e discutere i risultati con il suo medico per valutare la giusta scelta terapeutica”.

I test genetici sono uno dei temi più importanti nell’evoluzione delle terapie oncologiche, ma anche uno dei problemi rilevanti della sanità pubblica, visto che i costi per eseguirli sono attualmente elevati.

 

 

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