Tumore del pancreas, trattamento preoperatorio con adroterapia

Un trattamento preoperatorio con chemioterapia e adroterapia con ioni carbonio sarà testato in uno studio clinico di fase II su pazienti con tumore del pancreas operabile.

Lo studio, che è condotto da CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, ha come obiettivo principale la valutazione della sopravvivenza libera da progressione di malattia, ma saranno valutati anche la sopravvivenza globale, il tasso di resecabilità stratificato per gruppi, cioè per pazienti operabili rispetto a pazienti borderline e le tossicità eventuali.

Al momento della diagnosi solo il 20% dei pazienti presenta un tumore al pancreas in uno stadio iniziale e quindi resecabile, ma, anche nei casi di asportazione chirurgica completa l’incidenza di recidive locali è comunque elevata, soprattutto in assenza di terapie aggiuntive. Il tumore del pancreas, inoltre, per la sua posizione vicina a tessuti sensibili non può essere irradiato con alte dosi di radioterapia convenzionale, non compatibili con la tolleranza dei tessuti sani.

“L’approccio pre-operatorio rappresenta la modalità più moderna, specialmente se preceduto o associato a chemioterapia. La possibilità di avere a disposizione particelle come gli ioni carbonio con elevata efficacia biologica (2 o 3 volte superiore a quella della radioterapia convenzionale) e con selettività spaziale, permette di erogare la dose efficace senza compromettere i tessuti circostanti – osserva Francesca Valvo, direttore medico del CNAO e curatrice della ricerca  – Ci aspettiamo, come già noto dai lavori pubblicati dai giapponesi, un più elevato tasso di resecabilità completa e una migliore sopravvivenza senza malattia. L’impiego di ioni carbonio si è rivelato efficace anche nei casi di tumore del pancreas inoperabile e pertanto al CNAO è in corso uno studio prospettico anche per questi casi”.

CNAO, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, è una fondazione senza scopo di lucro, istituita dal Ministero della Salute. E’ uno dei 6 centri al mondo, l’unico in Italia, a trattare con protoni e ioni carbonio i tumori radioresistenti e non operabili che non hanno altra possibilità di cura, come melanomi
oculari, tumori solidi pediatrici e tumori ossei e del distretto testa-collo.

“In una patologia a prognosi così severa – afferma Silvia Brugnatelli, responsabile dello studio presso l’U.O.C. di Oncologia Medica del Policlinico San Matteo  – la possibilità di combinare più forme di terapia, inclusa la chemioterapia che è ben tollerata dal paziente e non compromette i successivi passaggi di radioterapia e chirurgia, rappresenta un modello con un potenziale impatto importante sulla prognosi della malattia; in altre parole siamo convinti di poter dare una speranza in più ai nostri pazienti. Altri importanti IRCCS, l’Istituto Oncologico Veneto e Centro Oncologico di Reggio Emilia hanno aderito a questo studio”

“Le esperienze preliminari da noi eseguite hanno dimostrato che nei pazienti operabili l’intervento chirurgico di resezione del pancreas e dei linfonodi non presenta maggiori difficoltà tecniche dopo chemioterapia e adroterapia preoperatoria – afferma Paolo Dionigi, direttore della U.O.C. di Chirurgia Generale 1 del Policlinico S. Matteo  – Le cellule del tessuto neoplastico e dei linfonodi asportati evidenziano alterazioni profonde ed estese provocate dalla chemioterapia e dalla irradiazione mirata con ioni carbonio. Anche il tessuto pancreatico residuo subisce qualche modifica diventando più compatto, ma mantiene un’ottima vitalità. La ripresa funzionale postoperatoria è normale, senza particolari complicanze e i pazienti sono dimessi in media dopo 8-10 giorni dall’intervento chirurgico. I risultati preliminari dello studio sono molto incoraggianti, ma bisogna attendere per quelli definitivi”.

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