ASMAZEROweek, più informazione e più controllo dell’asma

, Asma, il consumo di pesce può ridurre l’infiammazione bronchiale

Presentata la ASMAZEROweek, con visite gratuite dal 3 al 7 giugno

, Asma, il consumo di pesce può ridurre l’infiammazione bronchialeRicevere una corretta diagnosi e assumere la terapia più indicata, secondo le più recenti linee guida, nonché avere accesso a tutte le informazioni utili alla gestione della patologia: a questo hanno diritto tutti i malati di asma. Per venire incontro ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti, FederASMAeALLERGIE Onlus ha organizzato ASMAZEROweek, una campagna di visite pneumologiche gratuite, dal 3 al 7 giugno prossimi, in 40 centri specialistici in tutta Italia: per prenotare una visita è sufficiente chiamare il numero verde 800 62 89 89 (attivo fino a 7 giugno).

Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa ha avuto il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), oltre al supporto incondizionato di AstraZeneca.

“Un attacco d’asma rappresenta un peggioramento acuto dei sintomi e della funzione polmonare rispetto alla condizione abituale del paziente: ogni riacutizzazione ha un impatto clinico per il paziente, ma anche un progressivo effetto negativo sulla propria funzionalità respiratoria”, ha spiegato Francesco Blasi, direttore del dipartimento di Medicina interna e direttore dell’UOC di Pneumologia del Policlinico di Milano, nonché professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio presso l’Università degli Studi del capoluogo lombardo.

“La prevenzione degli attacchi  – precissa Blasi – dovrebbe essere lo scopo primario del medico e del paziente, attraverso l’adozione di adeguate strategie, sia comportamentali sia farmacologiche. Fondamentali sono la comunicazione e la collaborazione tra il paziente e tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione dell’asma”.

La recente presentazione dell’ASMAZEROweek è stata anche l’occasione per ribadire alcune criticità che tutt’oggi persistono nella gestione dell’asma. Si segnala infatti un abuso di broncodilatatori beta2-agonisti a breve durata d’azione (SABA), che garantiscono solo un sollievo temporaneo dei sintomi senza agire sull’infiammazione sottostante. Per questo motivo, le linee guida internazionali si stanno rivolgendo verso strategie terapeutiche differenti.

Secondo Giorgio W. Canonica, professore di Medicina respiratoria della Humanitas University e direttore della Clinica di Medicina personalizzata asma e allergie dell’Humanitas di Rozzano (Milano), nonché past president della SIAAIC:

“Stiamo assistendo al più importante cambiamento nella gestione dell’asma degli ultimi 30 anni: le nuove Linee Guida non raccomandano più il trattamento con i soli SABA, ma una combinazione di corticosteroide inalatorio (ICS) e beta2-agonista a lunga durata d’azione (LABA)-Formoterolo. Quando insorge l’attacco d’asma lo stimolo infiammatorio non è controllato per cui, oltre al broncodilatatore, è necessario somministrare l’antinfiammatorio. Una terapia farmacologica così formulata consente di ridurre gli attacchi gravi ed è raccomandata sia negli adulti sia negli adolescenti”.

Ulteriori informazioni e approfondimenti si possono trovare sul sito internet www.asmazeroweek.it e sulla pagina Facebook

Ultima modifica:

Giornalista medico scientifico

    Articoli collegati