Fibrillazione atriale, controllare la pressione riduce il rischio di demenza

, Sonniferi, l’uso frequente potrebbe aumentare il rischio di demenza

, Sonniferi, l’uso frequente potrebbe aumentare il rischio di demenza“Sappiamo che la fibrillazione atriale (FA) è associata a un maggior rischio di sviluppare una demenza, ma non abbiamo indicazioni precise su come prevenirla. Con questo studio abbiamo trovato una potenziale via per aiutare i pazienti di mezza età a ridurre il rischio fino al 15%.”

Questo il commento di Daehoon Kim, cardiologa dell0 Yonsei University College of Medicine di Seoul, (Corea del Sud), autrice di un nuovo studio presentato ad EHRA 2019, un meeting organizzato dall’European Society of Cardiology (ESC).

Lo studio ha utilizzato il database del servizio sanitario nazionale coreano, con i dati della pressione arteriosa di 196.388 pazienti con più di 50 anni e una nuova diagnosi di FA. I pazienti sono stati divisi in gruppi di età 50-59, 60-69, 70-79 e oltre 80 anni.

I ricercatori hanno paragonato i pazienti con pressione sistolica sopra i 140 mmHg a quelli con pressione sistolica controllata (<120 mmHg, 120-129 mmHg, 130-139 mmHg). Si è poi fatto un confronto statistico tra i diversi gruppi considerando il verificarsi di morte, demenza o raggiungimento della fine dello studio (2016). Tempo medio del follow up è stato di 5 anni.

Si è visto che tenere la pressione arteriosa al di sotto dei 130 mmHg riduce il rischio di demenza nei pazienti di età compresa tra 50-59 e 60-69 anni d’età, con pressione arteriosa non controllata al momento della diagnosi di fibrillazione atriale.

Gli autori di questo studio fanno notare che le precedenti ricerche che hanno associato la FA a un maggior rischio di demenza non avevano stabilito l’impatto sul rischio della riduzione della pressione, nell’età in cui è possibile la prevenzione. Oltre i 70 anni, infatti, la riduzione della pressione non ha un impatto significativo sulla riduzione del rischio di demenza.

“La corretta terapia anticoagulante e la modifica precoce dei fattori di rischio cardiovascolare, compresa l’ipertensione e il controllo dei livelli glicemici nei pazienti diabetici, giocano un ruolo importante nel ridurre il rischio di demenza associata alla fibrillazione atriale”, ha concluso Kim.

 

 

 

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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