Insonnia, gli effetti sono misurabili con un test dei movimenti oculari

, Prostata, conoscenze poco diffuse su funzioni e patologie

, Prostata, conoscenze poco diffuse su funzioni e patologieUna ricerca condotta nei laboratori dell’Ames Research Center della NASA in California (Usa), pubblica su The Journal of Physiology apre la strada per la messa a punto di un metodo di misurazione non invasivo degli effetti della carenza di sonno.

Deficit di sonno e alterazioni del ritmo circadiano provocano alterazioni fisiologiche, come rallentamento dei tempi di reazione e compromissione della visione, che possono essere causa di incidenti stradali o sul lavoro e costituiscono, se prolungati nel tempo, un fattore di rischio per patologie croniche e acute.

L’insonnia, quindi, oltre a compromettere la qualità di vita del singolo individuo è anche una patologia con alti costi economici e sociali.

Chi soffre di privazione del sonno spesso non ha piena consapevolezza del proprio deficit senso-motorio e cognitivo. Di qui l’importanza di disporre di indicatori obiettivi, non invasivi, degli effetti fisiologici dei disturbi del sonno o dei ritmi biologici.

L’esperimento di privazione del sonno

I volontari che hanno partecipato all’esperimento nei laboratori della NASA hanno trascorso due settimane durante le quali hanno dormito normalmente (in media 8,5 ore a notte), senza alcun consumo di alcol, caffeina o altre sostanze in grado di interrompere o alterare la qualità del riposo notturno.

In seguito hanno trascorso 28 ore svegli, sottoponendosi a test diurni e notturni delle prestazioni visive.

Utilizzando tecniche di ricerca all’avanguardia per monitorare i movimento oculari i ricercatori hanno tracciato un quadro preciso delle alterazioni che subiscono nelle ore notturne alcune funzioni della vista, come la percezione del movimento, distinguendo con precisione movimenti oculari di monitoraggio continuo e regolare e movimenti oculari correttivi piccoli, episodici.

L’insieme di queste misure oculometriche potrebbe fornire un biomarcatore comportamentale sensibile e specifico di perdita di sonno acuta e disallineamento circadiano.
Questi risultati hanno importanti implicazioni per le persone impegnate in lavori che richiedono un monitoraggio attento e reazioni motorie precise, come personale militare, chirurghi e camionisti. Inoltre potrebbero essere utilizzare per i controlli medici di chi lavora in turni notturni o accusa frequenti disturbi del sonno.

 

Lee Stone, autore principale dello studio, ha dichiarato: “Osservando un’ampia varietà di movimenti dell’occhio umano, potremmo non solo rilevare la sonnolenza, ma anche distinguerla da altri fattori, come l’uso di alcol o lesioni cerebrali, che, come abbiamo precedentemente dimostrato, provocano deficit leggermente diversi nei movimenti degli occhi. “

 

 

 

 

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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