Scompenso cardiaco: a maggio le giornate europee di informazione

, Più verdure nella dieta abbassano il rischio di scompenso cardiaco

, Più verdure nella dieta abbassano il rischio di scompenso cardiacoUna nuova campagna d’informazione su prevenzione e terapia

Un milione circa di persone affette, più frequentemente anziane, 500 ricoveri ospedalieri al giorno, e un raddoppio dei casi previsto entro il 2030. Sono questi i numeri preoccupanti dello scompenso cardiaco, che fanno parlare gli esperti di una vera epidemia. Eppure si tratta di una patologia in gran parte sconosciuta dalla popolazione generale.

Per colmare questa mancanza d’informazione, per tutto il mese di maggio si terranno le giornate europee dello scompenso cardiaco, promosse dalla Società Europea di Cardiologia (ESC) e sostenute in Italia dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMC0), dalla Società Italiana di Cardiologia (SIC) e dal Gruppo italiano di Cardiologia Riabilitativa (GICR), con il supporto non condizionato di Novartis, Vifor Pharma e Rete Farmacisti Preparatori. Su tutto il territorio nazionale, si terranno incontri di piazza dove verranno fornite informazioni utili non solo sul trattamento dello scompenso cardiaco, ma anche sugli stili di vita utili alla sua prevenzione e sui fattori di rischio. Inoltre, in 70 centri di riferimento per questa patologia sono previste visite cardiologiche gratuite.

“La prevenzione è l’arma più efficace per eludere l’80% di tutte le patologie cardiovascolari a cominciare dallo scompenso o insufficienza cardiaca, condizione caratterizzata dalla ridotta capacità del cuore di pompare la quantità di sangue adeguata ad ossigenare gli organi e permetterne il corretto funzionamento”, ha spiegato Massimo Piepoli, Membro del Board di Heart Failure Association (HFA) della Società Europea di Cardiologia (ESC).

“Inoltre, stili di vita sani e attivi sono raccomandati anche ai pazienti che hanno già avuto una diagnosi di scompenso, basti pensare all’importanza di un’attività fisica moderata ma costante e alla dieta iposodica. Oltre alla prevenzione, anche la diagnosi tempestiva della patologia, attraverso l’individuazione precoce dei fattori di rischio, come la malattia coronarica, l’ipertensione arteriosa, ma anche diabete e iperattività della ghiandola tiroidea, oppure abitudini nocive come l’abuso di alcol e fumo, permette di rallentare il decorso della patologia. Inoltre, grazie all’innovazione, noi specialisti oggi possiamo disporre di nuove terapie farmacologiche in grado di migliorare la sopravvivenza dei nostri pazienti. Rendendo lo scompenso non più solo una patologia dalla pessima prognosi, ma una condizione che – se precocemente diagnosticata e opportunamente trattata – può consentire di ritrovare una qualità di vita soddisfacente”.

 

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Giornalista professionista specializzato in editoria medico-scientifica, editor, formatore.

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