Fibrillazione Atriale, utilizzato per la prima volta in Italia un nuovo sistema di crioablazione

Per la prima volta in Italia 6 pazienti affetti da Fibrillazione Atriale sono stati trattati con il sistema di crioablazione POLARx. Gli interventi sono stati effettuati al Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna), dall’équipe medica coordinata dal dott. Saverio Iacopino, Coordinatore nazionale delle Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia GVM Care & Research e Responsabile del servizio di Aritmologia ed Elettrofisiologia di Maria Cecilia Hospital.

La fibrillazione atriale, spesso asintomatica, è riconducibile a un’attività elettrica caotica nelle camere superiori del cuore (atri) che porta a una progressiva perdita delle contrazioni cardiache e dà origine, in molti casi, alla formazione di coaguli di sangue, con elevato rischio di ictus.

I primi trattamenti sono, in genere, farmacologici, con la somministrazione di farmaci antiaritmici e anticoagulanti. In molti casi, però, quando la patologia è in fase iniziale e non si è cronicizzata (Fibrillazione Atriale parossistica), si è mostrata di particolare efficacia l’ablazione cardiaca, finalizzata a cicatrizzare e distruggere il tessuto che causa il battito anomalo o lo diffonde alimentando, così, un’aritmia che rischierebbe di diventare permanente.

L’innovazione tecnologica e le valutazioni sulle terapie già in uso hanno portato, poi, alla crioablazione, procedura di comprovata efficacia che attraverso un catetere a palloncino (cryoballoon) consente di registrare i segnali elettrici anomali e congelare il tessuto cardiaco responsabile del battito irregolare. Fra le innovazioni terapeutiche introdotte di recente in Italia,  il sistema POLARx (dalla ricerca Boston Scientific)  consente di trattare le vene polmonari nelle quali si origina la Fibrillazione Atriale mediante una singola erogazione di crioenergia (tecnica “one-shot”).

Commenta, in proposito, il dottor Saverio Iacopino: “l’energia fredda è stata impiegata al Maria Cecilia Hospital, negli ultimi cinque anni, su oltre millecinquecento pazienti che sono sempre stati seguiti attraverso un rigoroso follow- up. La competenza maturata ci colloca, oggi, come primo Ospedale in Italia e uno dei primi in Europa in questo settore, dotato di una specifica area dedicata alla aritmologia e in grado di  rispondere a una domanda terapeutica in costante crescita. Dal punto di vista terapeutico, abbiamo acquisito consapevolezza che questa tecnologia migliora sensibilmente la qualità di vita del paziente fibrillante e riduce i rischi di re-ospedalizzazioni causati da recidive dell’aritmia- La crioablazione è di notevole interesse anche sotto il profilo gestionale e organizzativo richiedendo tempi molto ridotti rispetto ai tradizionali sistemi  “a caldo”.”

 

Ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2020 di: Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.