Tumore al seno, la dieta mima-digiuno rende più efficaci le terapie

In tre quarti dei casi (75% circa) il carcinoma mammario si associa all’espressione di recettori estro- (E+) o progestinici (PR+) e ciò è alla base dell’iniziale efficacia della terapia ormonale, che viene somministrata con vari farmaci (come tamoxifene o fulvestrant).

Questo trattamento però nel tempo tende a perdere efficacia per l’instaurarsi di resistenza da assuefazione recettoriale e frequentemente si hanno recidive della malattia.

Un gruppo di ricercatori italiani diretti da Alessio Nencioni dell’Università di Genova hanno scoperto che l’efficacia di questi farmaci può essere prolungata associandoli a una particolare forma della cosiddetta dieta mima-digiuno, messa a punto da Valter Longo, dell’University of Southern California e autore del libro “La dieta della longevità” che l’ha reso famoso in tutto il mondo. (vedi la nostra intervista)

Lo studio

Nello studio, da poco pubblicato sulla rivista Nature  i ricercatori italiani hanno riscontrato che la dieta mima-digiuno riduce i livelli circolanti di IGF1, di insulina e di leptina.

La riduzione di somatomedina o IGF1, il fattore di crescita insulino-simile, era peraltro già stata oggetto nel 2001 e nel 2007 degli studi Cos1 e Cos2 (acronimo di Case Only Study) dell’Istituto dei Tumori di Milano, anch’essi basati su diete di eliminazione da associare ai farmaci e avevano dato risultati incoraggianti.

La dieta mima-digiuno ora impiegata, tramite un’up-regulation dei geni EGR1 (Early growth response protein 1) e PTEN (Phosphatase and tensin homolog, uno dei principali geni oncosoppressori) inibisce anche la via di segnalazione intracellulare AKT-mTOR che regola il ciclo cellulare e quindi la quiescenza, la proliferazione, la longevità delle cellule e la loro degenerazione tumorale.

Se alla dieta mima-digiuno viene associato a cicli alterni il palbociclib, un inibitore del CDK4/6, la kinasi 4/6 ciclin-dependente,  la farmacoresistenza che si era sviluppata recede e si osserva addirittura una regressione tumorale di lungo termine.(vedi lo studio)

La dieta migliora anche l’iperplasia endometriale indotta dal tamoxifene e continua a mantenere ridotti i livelli serici di insulina, leptina e somatomedina, un risultato che nell’animale dura anche più a lungo mantenendo un’attività antitumorale di lungo termine e che ha indotto gli autori dello studio a sollecitare nelle conclusioni ulteriori studi che possano confermare l’efficacia dell’associazione della dieta mima-digiuno come terapia di add-on a quella ormonale nei tumori mammari ER+ e PR+.

Figura 1. Ipotetico modello di autoregolazione EGR1 / AKT nelle cellule tumorali HR+.
Il sinergismo fra digiuno e ET ridurrebbe l’inibizione AKT-mediata nell’espressione di EGR1 nelle cellule tumorali HR+
A sua volta l’aumento di EGR1 farebbe aumentare i livelli di PTEN potenziando quindi l’inibizione  di AKT

Fonte: Caffa I, et al. 2020, mod.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento il 1 Settembre 2020 di: Alessandro Visca

Cesare Peccarisi

Giornalista scientifico, neurologo, editorialista del Corriere Salute, è stato Responsabile della Comunicazione Scientifica dell’istituto Neurologico Besta di Milano e di diverse società scientifiche.

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