Depressione, chiedere aiuto per uscire dal buco nero

Un buco nero che si trasforma in un bouquet di fiori. Quest’immagine realizzata dallo street artist Lucamaleonte in una piazza periferica di Milano è il simbolo della campagna di sensibilizzazione sulla depressione #OUTOFTHEBLACK.

La campagna, lanciata da Fondazione The Bridge, è realizzata con il contributo non condizionato di Angelini Pharma. L’iniziativa, che ha ottenuto il patrocinio, tra gli altri, della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) e della Società Italiana di Psichiatria (SIP) prevede la realizzazione di un’articolata comunicazione sui social Facebook e Instagram e sul sito internet di Fondazione The Bridge, con informazioni  sulla depressione e utili consigli su come affrontarla, sia per il paziente che per i familiari.

L’impatto della depressione, con numeri in crescita

I numeri sull’impatto globale della depressione sono impressionanti: l’OMS stima che colpisca circa 280 milioni di persone, ossia il 5% della popolazione adulta, e le donne in misura superiore di 2/3 volte rispetto agli uomini. In Italia la depressione è il più diffuso disturbo della salute mentale e riguarda 3,5 milioni di persone, inoltre la pandemia da Covid-19 ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale, soprattutto degli adolescenti. Secondo dati recenti un adolescente su quattro ha sintomi clinici di depressione e uno su cinque segni di un disturbo d’ansia.

In pochi si rivolgono allo specialista

Un’indagine ISTAT stima che meno del 50% delle persone depresse riceva una diagnosi corretta e solo 1 paziente su 3 ottenga cure adeguate. Rosaria Iardino, Presidente di Fondazione The Bridge, commenta:

sono troppo poche le persone che si rivolgono allo specialista per un supporto al trattamento della depressione. Vige ancora un forte stigma verso la malattia; i pregiudizi rispetto alle possibilità di cura, il timore di chiedere aiuto e la scarsa conoscenza, sono tra gli ostacoli principali che impediscono l’accesso a percorsi terapeutici adeguati.”

Antonio Vita, vicepresidenteSIP e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Servizi per le Dipendenze Spedali Civili di Brescia, aggiunge:

La depressione è una malattia vera e propria che va curata, esattamente come avviene per le altre patologie soprattutto perché dalla depressione si può guarire o, nei casi più gravi, si può migliorare significativamente la qualità della vita del paziente. I sintomi possono includere una tristezza persistente, la perdita di interesse verso le attività quotidiane, auto-svalutazione, agitazione o rallentamento, alterazioni del sonno e dell’appetito; in questi casi, la prima cosa da fare è quella di rivolgersi al medico, che saprà valutare con precisione il disturbo e avviare la persona a un corretto percorso terapeutico. Lo specialista di riferimento per la cura della depressione è lo psichiatra e solitamente il trattamento include la terapia farmacologica, elemento cardine della cura, e la psicoterapia”.

Il ruolo del Medico di Famiglia

la famiglia ha un ruolo centrale nel supporto a chi soffre di depressione, spingendolo a uscire dall’isolamento. Il Medico di Famiglia può individuare la patologia e indirizzare il paziente allo specialista.

Daiana Taddeo, referente Area Nazionale Ricerca della SIMG spiega:

La medicina generale  è da sempre impegnata a cogliere gli aspetti più profondi della persona. Le alterazioni del tono dell’umore oggi rappresentano un problema che colpisce la popolazione di qualsiasi età, ma sono disponibili risposte terapeutiche e strumenti a sostegno del paziente che devono assolutamente essere implementati. È importante uscire dallo stigma e parlare delle nostre emozioni. Il medico di famiglia ascolta, riconosce e prende in carico. Le associazioni, le strutture del territorio, le famiglie, i medici di medicina generale e psichiatri, psicologi e psicoterapeuti, volontari dei centri di accoglienza: tutto fa rete e ognuno può avere il proprio ruolo per affrontare la depressione”.

Ultima revisione: 19 Ottobre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.