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HCV

Epatite C, rilanciare il ruolo del MMG per lo screening

“Lo screening e la diagnosi delle popolazioni ad oggi non indirizzate dal decreto per lo screening gratuito eviteranno nei prossimi 5 anni oltre 5mila casi di cirrosi scompensata e cancro del fegato e oltre 10mila morti HCV correlate; le riduzioni di danni del fegato e decessi aumenteranno ulteriormente con uno screening rapido rispetto a eventuali diagnosi tardive.”

Lo ha detto Loreta Kondili, gastroenterologa del Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità, che ha partecipato al webinar “L’allargamento dei programmi di screening dell’Epatite C”, con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie – SIMG e della Società italiana di Malattie Infettive e Tropicali – SIMIT. Spiega Kondili:

nel 2023, il Medico di famiglia acquisirà ancora maggior peso in quanto dovrà svolgere molteplici funzioni. In attesa di un ampliamento degli screening sulle altre fasce di età, il ruolo dei Medici di Medicina Generale acquisirà ancora maggior rilievo nell’effettuare diagnosi e avviare al linkage-to-care i pazienti oltre i 50 anni, ad oggi ancora non indirizzati allo screening gratuito. Il MMG potrà e dovrà intervenire nella diagnosi e nell’avvio al trattamento dei pazienti con comorbidità associate all’infezione da epatite C o con problemi di fegato come transaminasi elevate.”

Alessandro Rossi, Responsabile SIMG Patologie Acute, aggiunge:

Quello che stiamo per affrontare è un momento chiave: anzitutto possiamo considerare conclusa la fase più acuta del Covid-19 che ha richiesto a noi MMG uno sforzo supplementare; inoltre, alla luce proprio della pandemia che ha interrotto o rallentato tutte le attività di screening, e della proroga di un anno dei fondi per favorire la ricerca del sommerso, il medico di famiglia resta la figura principale per scovare il virus e per indirizzare le persone verso processi di screening, counselling, linkage-to-care”.

L’OMS ha fissato per il 2030 l’eradicazione del virus

L’eliminazione definitiva dell’infezione da HCV è oggi un obiettivo raggiungibile, fissato dell’OMS per l’Italia entro il 2030. Tuttavia, sono indispensabili politiche sanitarie che permettano di far emergere il sommerso di coloro che sono affetti dal virus ma non ne sono consapevoli; simultaneamente, occorre garantire l’accesso al trattamento a tutti gli individui infetti. I percorsi indicativi per le Regioni sono riportati nel decreto attuativo, a cui deve far seguito il lavoro delle società scientifiche, le quali devono divulgare l’informativa e accompagnarla con direttive specifiche.

 

Ultima revisione: 19 Dicembre 2022 – Alessandro Visca

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.