Ipertensione, come diminuire il consumo di sale a tavola

Nei soggetti con ipertensione è indicata una dieta a basso tenore di sodio – una misura abbastanza semplice, almeno in linea di principio. Tuttavia, una delle difficoltà principali all’aderenza a questo regime dietetico è – secondo quanto riferiscono gli stessi pazienti – abituarsi al gusto dei cibi senza sale. Gli autori di un piccolo studio presentato all’ ACNAP-EuroHeartCare Congress 2022, evento organizzato dalla European Society of Cardiology (ESC), hanno perciò provato a intervenire proprio su tale aspetto, sviluppando il Sodium Watchers Programme – Hypertension (SWaP-HTN), un programma di adattamento graduale del gusto al cibo con poco sale, verificando alla fine di un breve periodo di osservazione i risultati in termini di valori pressori dei partecipanti rispetto a un gruppo di controllo.

Un programma di formazione per imparare a mangiare con meno sale

Nello studio, condotto da Misook Chung dell’Università del Kentucky a Lexington e colleghi, sono stati coinvolti 29 soggetti adulti con ipertensione (età media di 63 anni per il 55% di sesso maschile) assegnati in modo casuale all’assistenza abituale o al protocollo d’intervento in un rapporto di 1:2. I partecipanti al gruppo di assistenza abituale hanno ricevuto cure mediche e infermieristiche di routine per l’ipertensione, compreso il consiglio di seguire una dieta a basso contenuto di sodio e di assumere i farmaci prescritti. Il gruppo di intervento ha ricevuto 16 settimane di formazione e follow-up con un’infermiera dello studio tramite videochiamata su tablet.

Le sessioni si sono svolte settimanalmente per sei settimane, poi ogni due settimane per 10 settimane. Il programma è stato personalizzato in base alle difficoltà e agli obiettivi settimanali di ciascun paziente e ha riguardato il sale aggiunto a tavola, il sale usato in cucina, la spesa e il consumo al ristorante. Inoltre, i partecipanti hanno ricevuto in dotazione un dispositivo elettronico che rilevava il contenuto di sale per consentire loro di identificare ed evitare gli alimenti ad alto contenuto di sale.

Uno dei primi passi è stato quello di far capire ai pazienti quanto sale stavano mangiando: utilizzando il dispositivo elettronico, hanno potuto verificare il contenuto di sale dei pasti al ristorante e chiedere al cuoco di ridurlo o eliminarlo e a casa lo hanno utilizzato per ridurre il contenuto di sale nella propria cucina – ha spiegato Chung -Alcune persone aggiungevano automaticamente il sale a tavola prima di assaggiare il cibo, quindi abbiamo chiesto ai partecipanti di contare il numero di ‘pizzichi’ di sale e di fissare degli obiettivi per ridurlo; la maggior parte dei partecipanti ha eliminato la saliera dalla tavola entro tre settimane”.

Il consumo di sale diminuisce abituandosi ad un altro gusto

Tre pazienti si sono ritirati dallo studio e l’analisi finale nei gruppi di intervento e di cura abituale ha incluso 17 e 9 partecipanti, rispettivamente.

Dal confronto dei dati tra i gruppi dal basale al completamento dello studio è emerso che l’intervento era associato a una riduzione significativa dell’assunzione di sodio e a un maggiore gradimento di una dieta a basso contenuto di sale. Nel gruppo di intervento si è registrata una tendenza alla diminuzione della pressione arteriosa sistolica media, da 143,4 a 133,9 mmHg, senza però raggiungere la significatività statistica. Infine, l’intervento non ha modificato la preferenza per i cibi salati. Chung ha concluso:

Nel gruppo di intervento, l’assunzione di sodio è diminuita di 1158 mg al giorno, con una riduzione del 30% rispetto al valore di riferimento, mentre il gruppo di controllo ha aumentato l’assunzione giornaliera di 500 mg. Il gradimento di una dieta a basso contenuto di sale è aumentato nel gruppo di intervento, passando da 4,8 a 6,5 su una scala di 10 punti, anche se i pazienti continuavano a preferire i cibi salati; è probabile che l’intervento non si sia tradotto in un calo statisticamente significativo della pressione sanguigna a causa delle ridotte dimensioni del campione”.

Ultima revisione: 23 Maggio 2022 – Alessandro Visca

Folco Claudi

Giornalista medico scientifico