Negli ultimi decenni si è sviluppato un crescente interesse per l’attività fisica quale valido strumento di prevenzione per la malattia renale cronica e mezzo per gestire le sue complicanze, tuttavia, nonostante le evidenze scientifiche emerse, la prescrizione dell’attività fisica resta ancora limitata in ambito nefrologico. Per facilitare l’implementazione dell’attività fisica nella pratica clinica, il Gruppo di Progetto “Esercizio Fisico nella malattia renale cronica” della Società Italiana di Nefrologia ha recentemente pubblicato un Consensus Statement di 16 suggerimenti pratici.
Yuri Battaglia
Professore Associato di Nefrologia, Dipartimento di Medicina,Università di Verona
Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia e Dialisi, Ospedale Pederzoli, Peschiera del Garda (VR)
Già Coordinatore del Gruppo di Progetto “Esercizio Fisico nella Malattia Renale Cronica” della Società Italiana di Nefrologia
La malattia renale cronica (MRC) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale. In Italia, la prevalenza della MRC nella popolazione adulta è intorno al 6-7% mentre l’ insufficienza renale cronica, definita come riduzione della velocità di filtrazione glomerulare (GFR) sotto i 60 ml/min si attesta intorno al 3%. La MRC è una patologia spesso asintomatica nelle fasi iniziali, il che aumenta il rischio di progressione fino alla fase terminale.
Quando la funzionalità renale risulta gravemente compromessa, si rende necessario il trattamento dialitico che determina un forte impatto psicologico e fisico sui pazienti ed un costo elevato per il sistema sanitario nazionale.
Negli ultimi anni, la crescente diffusione di patologie croniche come il diabete e l’ipertensione arteriosa, che sono tra i principali fattori di rischio per le malattie renali, ha ulteriormente incrementato l’incidenza della MRC.
In tale contesto, la prevenzione, basata sulla diagnosi precoce e le modifiche dello stile di vita, si rivela cruciale per ridurre l’incidenza di MRC e rallentarne la progressione.
Diagnosi precoce
La diagnosi precoce è essenziale per intervenire in modo tempestivo sulla MRC, preservando la funzione renale. Pertanto, si rendono necessari programmi di screening per identificare le persone a rischio prima che si manifestino sintomi evidenti. Tali programmi utilizzano test semplici ma efficaci per individuare precocemente i segni di danno renale: misurazione della pressione arteriosa, analisi delle urine per verificare la presenza di proteine (indice di danno renale) e analisi del sangue per dosare la creatinina e per stimare il GFR. Questi esami, poco invasivi e di costo contenuto, possono essere eseguiti anche in ambulatorio e rappresentano un metodo accessibile per la prevenzione delle malattie renali.
Da circa 20 anni un programma di informazione e screening in ambito nefrologico su scala globale, la Giornata Mondiale del Rene, è organizzato ogni anno in numerosi paesi, tra cui l’Italia. In tale occasione, la Società Italiana di Nefrologia (SIN) e la Fondazione Italiana del Rene (FIR) promuovono iniziative su tutto il territorio italiano per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della diagnosi precoce e della prevenzione delle malattie renali.
Dai dati italiani pubblicati si evidenzia l’efficacia di questo strumento, con valori di pressione arteriosa ed esame delle urine alterati rispettivamente nel 23% e nel 5% della popolazione adulta “sana” sottoposta a screening. Negli studenti degli ultimi anni di scuola superiore, la proteinuria è stata addirittura riscontrata in circa il 15% del campione totale.
Nel 2025, la Giornata Mondiale del Rene si terrà il 13 marzo con il tema “I tuoi reni stanno bene?” e includerà campagne informative, screening gratuiti ed incontri con specialisti, con l’obiettivo di incentivare i controlli regolari e diffondere tra la popolazione una maggiore consapevolezza sui rischi della MRC.
Modifiche dello stile di vita: l’attività fisica
Le linee guida KDIGO 2024 pongono le modifiche dello stile di vita come fondamento della prevenzione della MRC, enfatizzando il ruolo di una corretta alimentazione, della abolizione del fumo, dallo stretto controllo del peso corporeo e dallo svolgimento di un’adeguata attività fisica.
Quest’ultima, se praticata regolarmente, contribuisce significativamente a migliorare la salute complessiva dei pazienti con MRC: aumenta la capacità cardiorespiratoria, la forza muscolare e la qualità della vita, riducendo il rischio cardiovascolare. Infatti, la riduzione della sedentarietà, l’incremento dell’attività fisica e l’avvio di programmi di esercizio contrastano in modo efficace la fragilità dei pazienti nefropatici, limitando il decondizionamento e la sarcopenia e migliorando la mobilità in assenza di rischi.
Secondo le KDIGO 2024 è raccomandato un minimo di 150 minuti di attività fisica moderata a settimana, adattando intensità e frequenza alla tolleranza individuale fisica e cardiovascolare del paziente. Nonostante queste raccomandazioni, l’attività fisica nei pazienti nefropatici è ancora scarsamente prescritta.
Per questo motivo, il Gruppo di Progetto “Esercizio Fisico nelle malattia renale cronica” della SIN ha pubblicato un Consensus Statement (Figura 1) per promuovere l’implementazione dell’attività fisica e dell’esercizio fisico nella pratica clinica dei pazienti con MRC, con 16 punti chiave che rappresentano linee guida pratiche.
Figura 1 Consensus statement del Gruppo di Progetto SIN
“Esercizio Fisico nella malattia renale cronica”

Fonte: Battaglia Y. et al.; Working Group of Physical Exercise of Italian Society of Nephrology.
Physical activity and exercise in chronic kidney disease: consensus statements from the Physical
Exercise Working Group of the Italian Society of Nephrology. J Nephrol. 2024 Sep;37(7):1735-1765.
Tra questi, emerge la necessità di una prescrizione personalizzata dell’attività fisica, di un monitoraggio regolare e dell’uso di nuove tecnologie come i social media interattivi e la realtà virtuale per incentivare la compliance dei pazienti (Tabella 1).
Tabella 1. Punti chiave per l’attività fisica ed esercizio fisico nei pazienti con MRC
- Distinzione tra “attività fisica” ed “esercizio fisico”. Ogni termine ha un significato specifico e va utilizzato correttamente.
- Inattività fisica nei pazienti con MRC. La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio modificabile per morbilità, mortalità e ridotta qualità di vita.
- Benefici dell’attività fisica e dell’esercizio fisico. Entrambi migliorano la funzione fisica, la capacità cardiorespiratoria, la forza muscolare e la qualità della vita.
- Sicurezza dell’esercizio fisico. È sicuro per i pazienti con MRC, se svolto in modo adeguato.
- Valutazione della funzione fisica. È raccomandato l’uso di test e di questionari auto-compilabili che valutino la performance fisica.
- Monitoraggio dei livelli di attività fisica. Utilizzare strumenti di autovalutazione o misure oggettive per contrastare la sedentarietà.
- Restrizione proteica e benefici dell’esercizio. La restrizione proteica non inibisce gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla forza e massa muscolare.
- Integratori alimentari e prevenzione della sarcopenia. Gli integratori alimentari abbinati all’esercizio fisico possono prevenire la sarcopenia e il deficit proteico-energetico (PEW).
- Barriere all’attività fisica. Ogni centro di nefrologia e/o dialisi deve identificare e affrontare le proprie barriere per favorire l’implementazione dell’esercizio fisico.
- Personalizzazione dell’attività fisica. Deve essere adattata al paziente, con il coinvolgimento di fisioterapisti o medici sportivi in caso di limitazioni funzionali.
- Luoghi di svolgimento. L’esercizio fisico può essere svolto in gruppo o individualmente, a casa, in ospedale o in strutture sportive.
- Tipologia di esercizio. Includere sia esercizi aerobici sia di resistenza.
- Durata del programma di esercizio. Deve essere almeno di 12 settimane.
- Intensità del programma di esercizio. Iniziare con intensità ridotta e aumentare progressivamente secondo la tolleranza del paziente.
- Rete di assistenza clinica. La riabilitazione renale richiede un team composto da nefrologi, infermieri, dietisti e specialisti dell’esercizio fisico.
- Nuove tecnologie. Social media interattivi e realtà virtuale favoriscono l’aderenza dei pazienti ai programmi di esercizio fisico.
Questi punti chiave offrono suggerimenti per integrare in modo sicuro l’attività fisica e l’esercizio fisico nei percorsi clinico-assistenziali dei pazienti con MRC. Infatti, risulta fondamentale che si offra un supporto ai pazienti con MRC attraverso un adeguato counseling, prescrizioni dietetiche e valutazioni della performance fisica.
Tipologia di esercizio fisico
Un programma di esercizio bilanciato per pazienti con MRC dovrebbe includere diverse tipologie di attività per massimizzare i benefici.
Esercizi aerobici: attività come camminare, andare in bicicletta o nuotare migliorano la capacità cardiorespiratoria e riducono il rischio cardiovascolare. È consigliato mantenere un ritmo moderato per evitare sovraccarichi.
Esercizi di resistenza: utili per mantenere e migliorare la forza muscolare, possono essere eseguiti con pesi leggeri, elastici o utilizzando il proprio peso corporeo (ad es. squat e piegamenti). Due o tre sessioni a settimana sono generalmente sufficienti, con giorni di riposo tra una sessione e l’altra per consentire il recupero muscolare.
Esercizi di flessibilità e mobilità: questi esercizi di stretching statico/dinamico o di respirazione riducono il rischio di infortuni e migliorano la mobilità articolare. È utile eseguirli prima e dopo le sessioni di allenamento per prevenire rigidità muscolare e dolori articolari.
Sebbene l’esercizio fisico sia generalmente sicuro per i pazienti con MRC, è fondamentale che ogni paziente consulti il proprio medico per definire un programma personalizzato che consideri le proprie condizioni fisiche e la tolleranza cardiovascolare. Il supporto di un team multidisciplinare – composto da nefrologi, infermieri, dietisti ed esperti di esercizio fisico – può garantire un approccio sicuro e sostenibile, ottimizzando i benefici dell’esercizio fisico per i pazienti con MRC.
Conclusioni
La prevenzione delle malattie renali rappresenta una sfida importante, che richiede un impegno combinato tra ricerca scientifica, diagnosi precoce e modifiche dello stile di vita. L’attività fisica regolare, ove possibile integrata in un programma di esercizio personalizzato, è un pilastro fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti nefropatici, riducendo il rischio di complicanze cardiovascolari.
Un approccio proattivo e multidisciplinare consente di affrontare in modo efficace la MRC, riducendone significativamente l’incidenza e la progressione, e di migliorare la qualità della vita dei pazienti nefropatici.
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