Uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology and Community Health da ricercatori cechi e americani diretti da Sarah Tom della Columbia University evidenzia come il rischio di andare incontro a demenza nei padri tende a salire proporzionalmente all’abbondanza della prole e il numero cut-off di tale rischio corrisponderebbe a quattro (1).
Se il dato sarà confermato, l’inverno demografico che si sta verificando nel nostro Paese dovrebbe mettere i padri italiani al riparo facendogli correre un rischio che è proporzionalmente 13 volte inferiore a quello dei padri africani e comunque più basso di quello di irlandesi, svedesi, francesi e tedeschi che secondo i dati Eurostat (2) hanno in media famiglie con 3 o più bambini.
L’indagine ceco-americana da cui parte questo articolo ha preso in esame padri anziani: 4.468 soggetti con età media di 80,4 anni e, come sottolinea la British Medical Association cui il Journal of Epidemiology and Community Health fa capo, la correlazione fra numero di figli e aumento del rischio di demenza è stata indicata dagli autori dello studio e il dato è stato pubblicato per la sua originalità, ma prima ancora della sua valutazione peer review.
In attesa di ulteriori conferme, va rilevato come vari studi soprattutto francesi indichino invece per certo che avere fratelli e sorelle fa bene ai piccoli e secondo l’ELFAC, l’European Large Families Confederation (3), il numero ideale di bambini per famiglia è proprio quattro.
Per quanto riguarda invece le madri, secondo un altro studio pubblicato su Aging & Mental Health dai ricercatori diretti da Thijs van den Broek dell’Erasmus University di Rotterdam (4), avere più di 4 figli comporta dopo i 65 anni nelle donne un decadimento del benessere psichico pari ad almeno il 20% con valori ≥3 al test PHQ4 (Patient Health Questionnaire-4), punteggi che depongono per lo sviluppo di ansia e depressione (5).
Riferimenti bibliografici



