La malattia celiaca (MC) è una patologia autoimmune sistemica associata a numerose manifestazioni extra-intestinali. I soggetti celiaci possono avere quindi un rischio aumentato di sviluppare patologie a carico di diversi organi.
Un recente studio di coorte retrospettivo, pubblicato sul World Journal of Clinical Cases, ha valutato il rischio a lungo termine di pancreatite acuta e cronica nei pazienti con MC, confrontandolo con una coorte di controlli senza MC.
Utilizzando un ampio database sanitario (TriNeTx), gli autori hanno identificato oltre 160.000 pazienti con diagnosi di malattia celiaca e li hanno confrontati con circa 250.000 soggetti senza MC, accuratamente abbinati mediante propensity score matching per ridurre l’effetto dei principali fattori confondenti. L’endpoint principale era l’incidenza di pancreatite acuta e cronica durante un follow-up medio di circa sette anni.
Rischio di pancreatite acuta raddoppiato nei celiaci
I risultati mostrano che i pazienti con malattia celiaca presentano un rischio significativamente aumentato di sviluppare pancreatite rispetto ai controlli. In particolare, il rischio di pancreatite acuta risulta più che raddoppiato (HR 2,05, IC 95% 1.93-2.17), mentre quello di pancreatite cronica appare moderatamente ma significativamente più elevato (HR = 1,42 IC 95% 1.31-1.54). L’associazione si mantiene consistente nelle diverse analisi di sensibilità e nei vari intervalli temporali considerati.
Figura 1 Incidenza di pancreatite nelle coorti con celiachia rispetto a quelle senza celiachia.
(HR: Hazard ratio; CI: Intervallo di confidenza; MC: Celiachia)

Fonte: World J Clin Cases 2025; mod.
Un elemento di rilievo è che l’aumento del rischio riguarda diverse eziologie di pancreatite, incluse le forme biliare, alcol-correlata e idiopatica, suggerendo un legame non limitato a singoli fattori di rischio tradizionali. Questi dati rafforzano l’ipotesi di un coinvolgimento sistemico della malattia celiaca, potenzialmente mediato da meccanismi immunologici, infiammatori e nutrizionali, nonché da alterazioni croniche della mucosa intestinale e dell’asse intestino-pancreas.
Considerare la pancreatite come possibile comorbidità
Dal punto di vista clinico, lo studio sottolinea l’importanza di considerare la pancreatite come possibile comorbidità nei pazienti con CD, soprattutto in presenza di dolore addominale persistente, alterazioni biochimiche pancreatiche o fattori di rischio aggiuntivi. Gli autori, pur non indicando la necessità di uno screening sistematico, suggeriscono una sorveglianza di routine e una maggiore attenzione alla sintomatologia compatibile con pancreatite nei soggetti celiaci.
In conclusione, questa ampia analisi basata su popolazione fornisce solide evidenze di un’associazione tra malattia celiaca e aumento del rischio di pancreatite acuta e cronica. Ulteriori studi prospettici saranno necessari per chiarire i meccanismi fisiopatologici sottostanti e per definire strategie di prevenzione e monitoraggio mirate in questa popolazione.
in collaborazione con Dr. Schär



