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Obesità, prevalenza più alta nei pazienti con problemi di salute mentale

I risultati di una ricerca coordinata dalla Società Italiana di Neuropsicofarmacologia suggeriscono di sviluppare modelli di presa in carico integrati capaci di affrontare gli aspetti psichiatrici e metabolici

L’indagine della SINPF, condotta su circa 2.000 utenti in diverse regioni italiane e confrontata con i dati ISS (PASSI 2023-2024), mostra che il 17% dei pazienti in cura per problematiche di Salute mentale presenta obesità, contro il 10% della popolazione generale. Il divario è ancora più marcato tra i giovani (18-34 anni), con una prevalenza del 13,7% rispetto al 5,5%, indicando un rischio quasi triplo.

Se questi dati fossero confermati su scala nazionale, si stimerebbero oltre 150.000 pazienti con obesità tra le circa 900.000 persone seguite dai Servizi di salute mentale. Il fenomeno si inserisce nel più ampio contesto delle malattie croniche, con evidenze che indicano un rischio doppio di sovrappeso e obesità nei soggetti con disturbi psichiatrici, come depressione, disturbo bipolare e schizofrenia.

L’obesità impatta sulla prognosi dei disturbi mentali

L’impatto dell’obesità in questo gruppo di pazienti è rilevante non solo sul piano metabolico, ma anche prognostico. L’eccesso ponderale contribuisce infatti ad aumentare il rischio di patologie cardiovascolari e diabete, fattori che determinano una riduzione dell’aspettativa di vita stimata tra i 10 e i 20 anni nei pazienti con gravi disturbi mentali. Inoltre, l’obesità può influenzare negativamente le funzioni cognitive e il decorso dei disturbi psichiatrici.

Le cause sono multifattoriali: effetti collaterali dei farmaci psicotropi, sedentarietà, condizioni socioeconomiche svantaggiate, alimentazione non equilibrata e disregolazione emotiva, oltre a una possibile predisposizione genetica. Tali fattori contribuiscono a una maggiore vulnerabilità già in età giovanile.

I risultati sottolineano la necessità di superare la tradizionale separazione tra salute mentale e salute fisica. È quindi fondamentale sviluppare modelli di presa in carico integrati e multidisciplinari, capaci di affrontare simultaneamente gli aspetti psichiatrici e metabolici, migliorando la qualità di vita e gli esiti clinici complessivi dei pazienti

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Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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