Adolescenza, la transizione dal pediatra al medico dell’adulto

L’adolescenza si può considerare “una sorta di terra di mezzo, che è piena di bisogni di salute peculiari ma che le varie articolazioni del sistema sanitario non sembrano in grado di intercettare in maniera sistematica.”

Lo specifica l’introduzione alla guida pratica “Adolescenza e transizione dal pediatra al medico dell’adulto”, un lavoro partito e redatto dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) in collaborazione con le principali Società Scientifiche della Pediatria e dell’età adulta: il Gruppo di studio di Adolescentologia, la FIMP, la FIMMG, la SIMG, la SICuPP, la SIMA, la SIMRI e con l’apporto dell’Istituto Superiore di Sanità. La guida è scaricabile gratuitamente dal sito della SIPPS.

La guida che è stata presentata a Venezia al XXIX Congresso nazionale della SIPPS  affronta non solo le problematiche relative alla transizione ovvero il passaggio dell’adolescente con malattie croniche dal sistema di cure pediatriche a quello dell’adulto, ma anche le tematiche dell’adolescente sano.

Nella sua presentazione al Congresso di Venezia il prof. Giuseppe Saggese ha evidenziato che:

“Ad oggi la transizione è generalmente frammentaria e non pianificata. Mantiene per lo più i caratteri della volontarietà di cui si fanno carico, tra molte difficoltà, gli operatori sanitari delle singole realtà locali. Manca una cultura specifica a livello degli amministratori per cui manca un’organizzazione specifica, mancano i luoghi stessi della transizione, mancano risorse dedicate.”

Le conseguenze di queste carenze sono, secondo Saggese, che “ I pazienti vengono trasferiti direttamente, senza preparazione, ai servizi dell’adulto, oppure rimangono in carico al pediatra per un tempo indefinito, che può andare anche ben oltre i limiti anagrafici che fissano il termine dell’adolescenza o addirittura vengono abbandonati, volontariamente o per negligenza”.

I motivi che rendono difficile la transizione

  • Differenze tra la struttura pediatrica e quella dell’adulto. Maggiore attaccamento dell’adolescente e dei familiari alla struttura pediatrica.
  • Mancanza di comunicazione tra pediatri e medici dell’adulto.
  • Mancanza di linee-guida e/o protocolli di transizione condivisi.
  • Mancanza di interesse da parte delle direzioni e amministrazioni aziendali, anche in termini di allocazione di risorse.

Per quanto riguarda l’adolescente sano, Saggese ha ricordato una serie di problematiche tipiche dell’età adolescenziale e che spesso sono difficili da intercettare per il medico che non conosce i nuovi pazienti, tra cui

  • Le dipendenze (alcol e droghe)
  • Le “nuove” dipendenze: i Social Network
  • I disturbi del comportamento alimentare
  • I disturbi della salute mentale (depressione, suicidalità, disturbo d’ansia)
  • L’abuso ed il maltrattamento

La Guida della SIPPS propone una vera e propria check list di controlli che, a partire dai colloqui con l’adolescente e i suoi genitori possono aiutare il medico ad affrontare problematiche sempre più diffuse.