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Salute mentale, i numeri dell’emergenza in Italia e in Europa

Uno studio sulla popolazione europea mostra dati preoccupanti sulla crescita dei problemi di salute mentale. In Italia ansia e depressione colpiscono il 20% della popolazione, soprattutto in adolescenza

Il 20% degli italiani soffre di almeno un disturbo psichico, in particolare ansia e depressione – un dato di prevalenza che supera quello della media europea. Alla difficile situazione del nostro Paese in tema di salute mentale, ora fotografata dallo studio Headway – Mental Health Index 2.0 realizzato da The European House – Ambrosetti, concorrono fattori contingenti, come la pandemia di COVID-19, le conseguenze della guerra in Ucraina e i flussi migratori, così come avviene nel resto del continente. Ma anche fattori peculiari della nostra società, come le condizioni abitative, precarie per un quinto circa della popolazione, o la mancanza di spazi verdi: in questo l’Italia si piazza 21-esima su 28 nazioni, nella speciale classifica dell’urbanizzazione.

Sono molti infatti gli elementi che possono destabilizzare la psiche, a partire già dall’infanzia e dall’adolescenza, ed è per questo che il rapporto Headway ha preso in considerazione 55 indicatori di performance, valutati nei 27 paesi dell’UE e nel Regno Unito.

determinanti della salute mentale
Fonte: The European House – Ambrosetti on WHO, “World Mental Health Report (2022) data, 2022

Daniela Bianco, partner e responsabile Area Healthcare di The European House – Ambrosetti, ha commentato:

per la prima volta da quando è stata lanciata l’iniziativa nel 2017, il rapporto Headway ha esaminato i determinanti ambientali che agiscono sulla salute mentale, intesi come tutte le condizioni esterne che influenzano la vita, lo sviluppo e la sopravvivenza di una persona, sottolineando l’impatto significativo di fattori quali il cambiamento climatico, i conflitti e le migrazioni.”

Infanzia e adolescenza età a rischio

Si calcola che almeno la metà dei disturbi mentali esordisca prima dei 15 anni e l’80% di essi si manifesti prima dei 18 anni. È ben noto, inoltre, come un sano percorso di crescita psicofisica dipenda anche dal supporto del sistema scolastico, proprio quello che è mancato negli anni dell’emergenza pandemica. È per questo che non deve stupire che l’adolescenza sia stata così colpita dagli eventi degli ultimi anni.

Il rapporto Headway segnala, tra i problemi di salute mentale più comunemente riscontrati tra gli adolescenti, ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%). Sempre in tema di crescita e apprendimento, emerge anche come ansia e depressione influenzino negativamente il rendimento scolastico, fino a portare all’abbandono degli studi, in alcuni casi. Questo è un problema evidente non solo in Italia: lo studio mostra infatti che gli studenti con problemi mentali hanno il 24% di probabilità in più di ripetere un esame.

I sistemi sanitari europei di fronte all’emergenza

Secondo gli esperti, l’Europa si trova ad affrontare una vera emergenza di  salute mentale, che non manca di avere un notevole impatto economico. Le stime mostrano costi diretti e indiretti che superano i 600 miliardi di euro, pari al 4% del PIL totale europeo.

La Commissione Europea insieme ad alcuni Paesi, sta mostrando un impegno crescente per vincere questa sfida: il 45% dei paesi ha già messo in atto programmi di prevenzione e promozione della salute mentale legati al lavoro, mentre il 68% ha attuato una strategia o un programma nazionale incentrato sulla promozione e la prevenzione della salute mentale per bambini e adolescenti. Un dato tangibile è rappresentato dall’aumento delle strutture ambulatoriali dedicate alla salute mentale, passate da 3,9 a 9,1 per 1.000 abitanti a livello Europeo.

Permangono tuttavia evidenti disparità tra le strategie e le politiche dei diversi stati. Guardando al nostro Paese, l’Italia riserva alla salute mentale il 3% della spesa sanitaria e si posiziona nona nella classifica della qualità dell’assistenza sanitaria per i disordini mentali delle diverse nazioni europee. Il recente “bonus psicologo” per esempio va nella direzione di una risposta più pronta al disagio dilagante tra i cittadini.

In occasione della presentazione del rapporto alla Camera dei Deputati, Rosita Calabrese, Country Manager Italia di Angelini Pharma, ha dichiarato:

È fondamentale portare all’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini il tema della salute mentale e delle conseguenze che ha sulla società e sull’economia. Grazie all’iniziativa Headway, abbiamo a disposizione dati preziosi per analizzare la fotografia della salute mentale nel nostro Paese e in Europa e attuare scelte strategiche ad hoc per affrontare la situazione. Investire risorse nella salute mentale significa investire nel benessere delle persone, nella produttività economica e nella costruzione di una società più inclusiva e in Angelini Pharma siamo orgogliosi di dare il nostro contributo.”

 

Alessandro Visca

Giornalista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.