Asma e rinite, la prevenzione si fa anche a tavola

Un’alimentazione corretta riduce il rischio asma e respiro sibilante, mentre una dieta poco sana, con un consumo eccessivo di alimenti tipici dei fast food, fa salire il rischio di asma e malattie respiratorie su base allergica, come la rinite. Sono i dati che arrivano da uno studio di popolazione condotto in Francia e da una metanalisi di diversi studi che arriva dalla Cina.

Asma controllata meglio con un’alimentazione sana

La relazione tra asma e abitudini alimentari è stata indagata da un gruppo di ricercatori dell’Università Paris 13 che ha utilizzato dati raccolti da NutriNet-Santé, un grande studio osservazionale, tutt’ora attivo, in cui viene chiesto ai partecipanti di rispondere a domande su abitudini alimentari, stato di salute, dati antropometrici, attività fisica e condizioni socio-economiche. Nel 2017, 34. 766 persone di questa coorte hanno risposto a un dettagliato questionario sui sintomi respiratori. Circa il 25% dei partecipanti ha manifestato almeno un sintomo respiratorio. La qualità dell’alimentazione è stata valutata con tre diversi punteggi (Alternate Healthy Eating Index 2010, Mediterranean diet (MEDI-LITE) e Programme National Nutrition Santé Guideline Score).

I risultati, pubblicati sull’European Journal of Respiratory, mostrano un’associazione inversa tra una dieta più sana e i sintomi respiratori. Inoltre, tra chi aveva l’asma la dieta più sana corrispondeva a una minore incidenza di asma non controllato. Gli autori della ricerca concludono che: “I comportamenti alimentari più sani sono stati associati a un minor numero di sintomi di asma e a un maggiore controllo della malattia.”

Nel commento a questi risultati si evidenziano non solo le proprietà antiinfiammatorie degli antiossidanti contenuti nella frutta e verdura, ma anche il ruolo della flora batterica. Una maggiore quantità di fibre di origine vegetale, infatti, favorisce la proliferazione di batteri che producono acidi grassi a catena corta, associabili a un minor grado di infiammazione delle vie aeree.

L’alimentazione stile fast food aumenta il rischio di asma

Sul fronte opposto, ossia quello dei rischi legati a un’alimentazione “fast food”, troppo calorica, ricca di zuccheri e grassi saturi, una nuova metanalisi ha evidenziato l’influenza che una dieta di questo tipo può avere sulle patologie delle vie aeree.

Lo studio, pubblicato quest’estate sulla rivista Respirology,  ha valutato 16 trials in cui comparivano dati su tra consumo di cibo fast food e rischio di sviluppare asma, sintomi respiratori o rinite allergica.

Con una frequenza assidua dei fast food (≥3 volte a settimana) il rischio di sviluppare asma è più alto del 58% e quello di avere respiro sibilante sale del 65%. Un analogo aumento del rischio si è osservato anche per le patologie allergiche  come la  la rinite (43%) e la rino-congiuntivite (54%).

“Il consumo frequente di cibi fast food – sottolinea spiega Gang Wang del West China Hospital, Sichuan University (Cina) – è associato a cattiva qualità della dieta, elevato apporto calorico, sovrappeso e obesità nei bambini. L’obesità e il sovrappeso sono fattori di rischio rischio indipendenti per l’asma e la sensibilizzazione allergica.”

“Una dieta di scarsa qualità – aggiunge Wang – è probabile che contribuisca allo sviluppo e alla progressione dell’asma e sintomi respiratori attraverso meccanismi multipli. Ad esempio, gli acidi grassi saturi possono portare al rilascio di citochine pro-infiammatorie (TNF-α e IL-6). Inoltre, l’abitudine al fast food riduce il consumo di alimenti ricchi di nutrienti protettivi, come frutta e verdura, con  proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.”

 

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