Asma Zero Week. Visite specialistiche gratuite per gli asmatici

Visite specialiste gratuite in 40 Centri specializzati per pazienti asmatici, nella settimana dal 12 al 16 ottobre.

Torna “Asma Zero Week” iniziativa nazionale di consulenze specialistiche gratuite promossa da FederASMA e ALLERGIE Odv – Federazione Italiana Pazienti, con il patrocinio della Società Italiana di Allergologia, Asma ed Immunologia Clinica (SIAAIC) e della Società Italiana di Pneumologia (SIP/IRS), e in partnership con AstraZeneca.

Per prenotare una visita occorre chiamare il Numero Verde 800 628989 dal lunedì al venerdì (esclusi giorni festivi), dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00. Tutte le informazioni sui Centri aderenti e le modalità di prenotazione delle consulenze sono disponibili sul sito https://www.asmazeroweek.it/

Un corretto approccio all’asma

Il messaggio fondamentale che arriva dagli specialisti è che un buon controllo della malattia passa attraverso la cura dell’infiammazione e quindi non è corretto limitarsi alla cura dei sintomi.

“Nonostante le ben note e significative difficoltà legate all’emergenza sanitaria in corso – dichiara Laura Mastrorillo, Presidente FederASMA e ALLERGIE Odv – non dobbiamo dimenticare che la prevenzione e la cura dell’asma restano fondamentali per i pazienti. Una corretta gestione della malattia, infatti, si traduce sia in miglioramento della qualità di vita dei pazienti sia in riduzione di morbosità, mortalità e costi del Sistema Sanitario Nazionale”.

Asma e Covid-19

Un rapporto del Severe Asthma Network Italy ha evidenziato come le persone con asma grave non siano ad alto rischio di contrarre l’infezione da SARS-CoV-2 e di andare incontro a complicanze severe da COVID-19. Su 1.504 pazienti, i casi di malattia confermata o altamente sospetta sono risultati 26, pari a un’incidenza dell’1,73%. Anche il tasso di mortalità è risultato piuttosto basso: 7,7% contro il 14,5% della popolazione generale italiana.

Alla base di questi incoraggianti risultati vi è la possibilità che l’impiego di corticosteroidi inalatori possa prevenire o mitigare lo sviluppo delle infezioni da coronavirus.

Quanto sopra esposto evidenzia come i registri osservazionali possano essere una fonte importante di dati condivisibili, utili a definire misure gestionali appropriate sia nel singolo che nella collettività,

– sottolinea Giorgio Walter Canonica, Professore di Medicina Respiratoria, Humanitas University; Responsabile Centro Medicina Personalizzata: Asma e Allergologia, Humanitas Research Hospital, Rozzano (MI); International Advocate GINA (Global Initiative for Asthma) –

il bisogno terapeutico del paziente può variare nel tempo e il trattamento deve essere modificato in base alle sue necessità. Per decenni abbiamo assistito ad un abuso dei broncodilatatori beta2-agonisti a breve durata d’azione (SABA), capaci sì di alleviare da soli temporaneamente i sintomi, ma non di curare l’infiammazione sottostante, aumentando così il rischio di riacutizzazioni e, quindi, di un più rapido declino della funzione respiratoria. Oggi sappiamo che il paziente deve essere sottoposto ad una terapia combinata costante. Anche per il sollievo al bisogno, durante la terapia di mantenimento, è da preferire una combinazione di corticosteroide inalatorio (ICS), che agisce spegnendo l’infiammazione che caratterizza la malattia, e broncodilatatore a lunga durata d’azione (LABA) capace di offrire una rapida ed efficace broncodilatazione.

Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2020 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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