Probiotici e vitamine, alleati nella prevenzione

La costante crescita, nell’ultimo decennio, degli studi sul microbiota intestinale e sulle sue relazioni con diversi organi e apparati dell’organismo umano ha fatto crescere, in parallelo, l’interesse per i fermenti probiotici e la loro azione di riequilibrio del microbiota stesso.

Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche che ci dicono che un microbiota in salute ha un ruolo importante per il buon funzionamento del sistema immunitario e per ridurre stati infiammatori cronici, che potrebbero favorire l’insorgenza di alcuni tipi di tumori. Inoltre un buon funzionamento del microbiota intestinale va considerato un fattore protettivo per patologie cardiovascolari e neurodegenerative.

Per quanto riguarda i probiotici, uno dei ceppi più studiati è L. casei Shirota (LcS), isolato in Giappone sin dagli anni Trenta e che oggi dispone di un’ampia letteratura scientifica a conferma della sua efficacia e sicurezza. L’interesse per questi batteri è giustificato dalla capacità dimostrata di superare la barriera gastrica e arrivare vivi nell’intestino.

L. casei Shirota è il fermento probiotico esclusivo di Yakult, la bevanda di latte scremato fermentato oggi disponibile anche nella nuova versione Yakult Light, con l’aggiunta di vitamina D e vitamina E, in concentrazioni pari al 15% dei valori nutritivi di riferimento.

La funzione principale della vitamina D è quella di favorire l’assorbimento intestinale del calcio. Il mantenimento di livelli sufficienti di vitamina D è quindi fondamentale per la salute delle ossa e per il mantenimento dei livelli corretti di calcio e fosforo nel sangue. La carenza di vitamina D aumenta il rischio di patologie come l’osteoporosi, l’osteomalacia e, soprattutto nelle fasce di età più avanzata, il rischio di frattura. Le popolazioni che hanno maggiore rischio di carenza sono soprattutto le donne in gravidanza e in allattamento, le donne in menopausa e gli anziani.

La maggiore quantità di vitamina D presente nell’organismo umano viene sintetizzata a livello della cute con l’esposizione al sole (raggi UV) e assunta con la dieta. Quindi il livello di vitamina D può variare nelle diverse stagioni, in relazione alle abitudini di vita e alle condizioni climatiche della regione in cui si vive.

A questo proposito ha suscitato molta attenzione il cosiddetto “paradosso scandinavo”. Si è riscontrato, infatti, che la carenza di vitamina D è meno diffusa nel Nord Europa rispetto alle popolazioni dei paesi mediterranei e mediorientali, dove l’esposizione al sole è molto maggiore. La causa sta, da un lato, nelle politiche di prevenzione adottate dai paesi scandinavi che promuovono la vita all’aria aperta e, soprattutto, hanno arricchito con colecalciferolo (vitamina D) alcuni alimenti comuni, come latte, olio e yogurt, dall’altro, nella possibile adattabilità genetica delle popolazioni nordiche che, a causa della minor esposizione alla luce solare, hanno saputo ottimizzare la capacità di sintesi di questa vitamina a livello cutaneo.

Per quanto riguarda la vitamina E sono note le sue proprietà antiossidanti, ovvero di protezione delle cellule dallo stress ossidativo.

Inoltre, è considerata importante anche per la prevenzione cardiovascolare per la sua funzione antiaggregante ed ha un ruolo positivo nel metabolismo lipidico favorendo la formazione di colesterolo HDL (colesterolo buono).

La vitamina E si trova soprattutto in alcuni vegetali dai frutti oleosi, come olive, arachidi, noci, oltre che in cereali e verdure a foglia verde. La carenza di vitamina E può causare problemi metabolici e al sistema nervoso.

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Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.