Pressione sanguigna, perché è importante misurarla su entrambe le braccia

medico_pressioneLa rilevazione di valori di pressione sistolica differenti tra il braccio destro e il sinistro può indicare un maggior rischio di eventi cardiovascolari e di mortalità per tutte le cause.

Secondo le linee guida della Società Europea di Cardiologia ESC una differenza di pressione sistolica >15 mmHg tra le due braccia è da considerare un fattore di rischio aggiuntivo nei pazienti ipertesi e/o con altri fattori di rischio CV.

Un nuovo studio modifica la soglia oltre la quale la differenza di pressione sistolica tra le due braccia va considerata nella norma e propone che una differenza >10 mmHg sia da considerare un rischio aggiuntivo.

La ricerca

Il nuovo studio coordinato da ricercatori dell’Università di Exeter (UK), grazie a un’ampia collaborazione internazionale (Interpress-IPD) ha condotto una imponente meta-analisi di  24 studi globali con un database di quasi 54.000 persone da Europa, Stati Uniti, Africa e Asia.

Finanziato dal Servizio sanitario nazionale inglese (NIHR) e pubblicato sulla rivista Hypertension, lo studio ha confrontato i dati sulla differenza di pressione sistolica tra le braccia con il numero di decessi, infarti e ictus verificatisi in questa popolazione nell’arco di 10 anni.

L’analisi ha trovato un’associazione fra differenza di pressione sistolica nelle braccia e mortalità per tutte le cause (HR continuo 1,05 IC 95%, 1,02–1,08 per 5 mm Hg di differenza) e un’associazione con la mortalità cardiovascolare (HR continuo 1,06 IC 95%, 1,02–1,08 per 5 mm Hg di differenza).

Differenze sistoliche interarm di 5 mm Hg sono state associate a un maggior rischio di eventi cardiovascolari in persone senza malattia preesistente, dopo aggiustamento per aterosclerosi e fattori di rischio CV.

“Sappiamo da tempo – spiega Chris Clark, della University of Exeter Medical School – che una differenza di pressione sanguigna tra le due braccia è collegata a esiti di salute peggiori. I grandi numeri coinvolti nello studio INTERPRESS-IPD ci aiutano a comprenderlo in modo più dettagliato. La ricerca ci dice che maggiore è la differenza della pressione sanguigna tra le braccia, maggiore è il rischio cardiovascolare, quindi è davvero fondamentale misurare la pressione in entrambe le braccia.”

“Il controllo di un braccio e poi dell’altro non comporta costi aggiuntivi e può essere effettuato in qualsiasi ambiente sanitario, senza la necessità di apparecchiature costose. Sebbene le linee guida internazionali attualmente raccomandino che ciò venga fatto, nella migliore delle ipotesi accade in circa la metà delle visite, di solito a causa di vincoli di tempo. La nostra ricerca mostra che il poco tempo in più necessario per misurare entrambe le braccia potrebbe salvare vite umane “.

Modificare le linee guida

Il coautore della ricerca, il professor Victor Aboyans, capo del dipartimento di cardiologia presso l’ospedale universitario Dupuytren di Limoges, in Francia, ha dichiarato: “Riteniamo che una differenza di 10 mmHg possa ora essere ragionevolmente considerata un limite superiore della norma per la differenza di pressione sistolica quando entrambe le braccia vengono misurate in sequenza durante gli appuntamenti clinici di routine.

Queste informazioni dovrebbero essere incorporate nelle linee guida future e nella pratica clinica per la valutazione del rischio cardiovascolare. Significherebbe che molte più persone sono state prese in considerazione per un trattamento che potrebbe ridurre il rischio di infarto, ictus e la morte. “

Ultimo aggiornamento il 5 Gennaio 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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