Un sostituto del sale con meno sodio potrebbe ridurre il rischio di ictus

La riduzione dell’apporto di sodio con il sale nell’alimentazione quotidiana è considerato un obiettivo importante nella prevenzione cardiovascolare. L’eccessivo apporto di sodio è associato ad ipertensione e quindi a un aumento del rischio di infarto ed ictus.

I risultati di un ampio studio di popolazione, da poco pubblicati sul News England Journal of Medicine  e presentati al recente congresso della Società europea di cardiologia (ESC 2021), hanno dimostrato che utilizzare un sostituto del sale a basso apporto di sodio può ridurre il rischio di ictus nelle persone a rischio, ossia chi ha la pressione alta o ha già avuto un ictus.

Uno studio in cinque province cinesi

Lo studio Salt Substitute and Stroke Study (SSaSS) ha arruolato, tra aprile 2014 e gennaio 2015, in 600 villaggi nelle aree rurali di cinque province cinesi persone con ictus pregresso con valori pressori non controllati di età pari o superiore a 60 anni. Per ogni villaggio sono state reclutate circa 35 persone, per un totale di 20.995 partecipanti. Alla metà dei partecipanti è stato fornito un sostituto del sale, mentre l’altra metà ha continuato a usare il sale normale (rapporto 1:1).

Il 49,5% dei partecipati erano donne. Il 72,6% aveva una storia di ictus e l’88,4% soffriva di ipertensione. Durante un follow-up medio di 4,74 anni, più di 3.000 persone hanno avuto un ictus, più di 4.000 sono morte e più di 5.000 hanno avuto un grave evento cardiovascolare. Il rischio di ictus è risultato ridotto nei gruppi di persone che hanno utilizzato il sostituto del sale rispetto a chi ha continuato a usare il sale normale (29,14 contro 33,65 per 1.000 anni-paziente; RR 0,86; IC 95% 0,77-0,96; p=0,006).

Per quanto riguarda gli esiti secondari, gli eventi cardiovascolari maggiori (ictus non fatale, sindrome coronarica acuta non fatale, morte vascolare) sono stati ridotti con il sostituto del sale (49,09 contro 56,29 per 1.000 anni-paziente; RR 0,87; IC 95% 0,80-0,94; p< 0,001) così come la mortalità totale (39,27 contro 44,61 per 1.000 anni-paziente; RR 0,88; 95% CI 0,82-0,95; p<0,001).

Inoltre, non vi è stato un aumento del rischio di eventi avversi gravi attribuiti all’iperkaliemia clinica con sostituto del sale rispetto al sale normale. Bruce Neal del George Institute for Global Health, Sydney, Australia, coordinatore della ricerca, ha ricordato:

In un recente studio un modello statistico ha indicato che ogni anno in Cina si eviterebbero 365.000 ictus e 461.000 morti premature se un sostituto del sale si dimostrasse efficace. Ora abbiamo dimostrato che è efficace. La sostituzione è uno dei pochi modi pratici per ottenere cambiamenti nel consumo di sale. Altri interventi faticano a ottenere un impatto ampio e duraturo.”

Infine, gli autori dello studio fanno notare che la produzione di sostituti del sale ha un costo basso, accessibile anche per i paesi a basso reddito. Precisa Neal:

Sono principalmente le popolazioni a basso reddito e più svantaggiate che aggiungono grandi quantità di sale durante la preparazione e la cottura del cibo. Ciò significa che il sostituto del sale ha il potenziale per ridurre almeno in parte le disuguaglianze sanitarie legate alle malattie cardiovascolari.”

Ultimo aggiornamento il 6 Settembre 2021 di: Pierpaolo Benini

Alessandro Visca

Giornalista professionista specializzato in editoria medico­­­­-scientifica, editor, formatore.

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